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L’Aquila, Pieve di Soligo e Procida le città più temute da Volterra

Andreas Quirici
L’Aquila, Pieve di Soligo e Procida le città più temute da Volterra

Capitale della cultura: il direttore della candidatura cita le rivali nello sprint per la vittoria. Domani alle 10 la proclamazione 

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Dopo l’audizione

Il 10 per cento di possibilità di vittoria. Essendo dieci le concorrenti per il titolo di Capitale italiana della cultura 2022, con quella percentuale Paolo Verri mette le finaliste sullo stesso piano. È la tensione dell’attesa per il verdetto in programma domani alle 10.

Il direttore della candidatura, presente nella vittoria di Matera per il titolo di capitale europea della cultura 2019, è convinto che Volterra abbia fatto un ottimo lavoro: «Sia per quanto riguarda la costruzione del dossier che durante l’audizione di fronte alla commissione ministeriale in diretta streaming. Siamo stati in grado di spiegare come faremo a realizzare il programma, evitando di ripetere gli elementi del dossier, di cui la giuria era già a conoscenza. In più siamo stati gli unici a pubblicare tutto e subito il dossier, a differenza di altri che ne hanno reso noto solo alcuni estratti».

Ma Verri parla anche dei timori della vigilia, quelli relativi alle città con qualche chance in più. «Direi che L’Aquila ha fatto un ottimo lavoro – dice il direttore della candidatura volterrana – con un programma di rilievo e un’esposizione davvero molto buona. E c’è anche Procida. Aggiungo anche Pieve di Soligo che ha dovuto cambiare i propri piani, visto che erano incentrati su alcuni importanti centenari che ricorrevano proprio nel 2021, optando per un obiettivo importante come quello di abbattere i numerosi capannoni presenti sul suo territorio».

La cosa che lo tranquillizza è il fatto di essere in grado di poter partire praticamente subito per la realizzazione del programma: «Fossi stato un membro della commissione avrei chiesto che tempi di attuazione si prevedono per la creazione degli eventi. Noi siamo già pronti per partire. Questo per comprendere il lavoro che abbiamo fatto».

Ora ci sarà da soffrire in attesa del verdetto che è previsto per domani mattina, quando Dario Franceschini, ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, pronuncerà il nome della città vincitrice. Sarà il risultato di un esame approfondito da parte della commissione, che secondo Verri è fatto «al 60 per cento dal dossier, al 30 per cento dall’esito dell’audizione e al dieci per cento da eventuali meriti speciali difficili da prevedere». —

Andreas Quirici

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