Attenzione
Il Comune di Pontedera ha deciso: la piscina non riapre
«Al di là di cosa deciderà il governo, non esiste la sostenibilità economica». Protesta la Dimensione Nuoto
Pontedera. La piscina comunale non riaprirà. Al di là di cosa deciderà il governo nei prossimi mesi. Tra norme, decreti e possibili date di ritorno alla normalità, il Comune di Pontedera ha preso una posizione netta. Annunciata con una nota che non lascia scampo a interpretazioni. Impianto al coperto chiuso. Prossimo obiettivo: organizzare al meglio l’attività estiva della vasca all’aperto. Alla comunicazione dell’amministrazione ha fatto seguito quella - carica di stupore e amarezza - della società di nuoto cittadina. E ora è polemica.
La “questione” è sbocciata, al termine dell’incontro tra il sindaco Matteo Franconi, il consigliere comunale con delega all’impiantistica sportiva Emilio Montagnani e Progetto Sport, la società che gestisce la piscina comunale di Pontedera. «Nonostante gli sforzi già fatti per tenere in equilibrio un difficilissimo 2020 – spiega l’amministrazione – abbiamo convenuto che non vi sono le condizioni di sostenibilità economica e tecnica per riaprire la piscina al coperto se e quando le normative nazionali e regionali ci consentiranno di farlo in relazione all'andamento del contagio da Covid-19. L'obiettivo della società e dell'amministrazione è quello di preparare e organizzare, in piena sicurezza, la stagione estiva nella vasca all'aperto già dalla fine di maggio, meteo permettendo. Nel frattempo – si legge ancora nel comunicato del Comune – continua la ricerca di risorse e strumenti per dare al nuoto di Pontedera una nuova struttura moderna e funzionale alle esigenze degli appassionati».
Qualche ora più tardi è arrivata la risposta della Dimensione Nuoto Pontedera, che solitamente si allena negli impianti cittadini. «Decidere di tenere la piscina chiusa anche nel caso in cui il governo optasse per la riapertura – commenta Dimensione Nuoto – non è certamente un segnale confortante per il futuro della nostra realtà e di tutte le lavoratrici e i lavoratori che quotidianamente operano nell’impianto. La nostra società per poter continuare a svolgere l'attività agonistica è costretta ormai da due mesi a spostarsi alla piscina de La Gabella, a Calci, sostenendo costi enormi e notevoli disagi per tutti i nostri 200 tesserati, che ogni giorno devono percorrere più di 50 chilometri per allenarsi. Purtroppo – fa sapere Dimensione Nuoto – molti ragazzi hanno deciso di interrompere gli allenamenti perché non hanno genitori o parenti disponibili ad accompagnarli».
La società, a questo punto, spera nella collaborazione di Calci. «Speriamo che sia disponibile a ospitarci anche in caso di un'eventuale ripresa della sua normale attività natatoria. Se così non fosse ci ritroveremmo in mezzo alla strada». —
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