Toscana
Tre milioni di euro per far più grande il centro di ricerca della filiera conciaria
Investimento di Regione e aziende per nuovi laboratori e macchinari. Il presidente Giani: «È un sistema virtuoso»
SANTA CROCE. Cresce il Polo tecnologico conciario (Poteco), centro di formazione, innovazione e ricerca del distretto del cuoio. Ieri, infatti, è stato firmato l’accordo di programma che vede un investimento di tre milioni di euro per ampliare la struttura di via San Tommaso a Santa Croce, grazie ad un contributo di un milione e 675mila euro dalla Regione, con la somma restante messa dai privati del settore. La Regione ha deciso a Santa Croce, nel più grande distretto della concia italiano per numero di imprese e produttività, di investire su Poteco per potenziarne infrastrutture e attrezzature. Qui, dove in un “fazzoletto” di sei comuni lavorano 500 aziende (metà concerie e metà aziende che operano per conto terzi specializzate nelle singole fasi del processo) e quasi 6mila addetti. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha firmato l’accordo insieme alla sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda, la quale rappresentava i sei Comuni del cuoio consorziati con Poteco. Si stima che entro il 2022, ma teoricamente i lavori potrebbero protrarsi fino al 2023, nella sede ci sarà un ampliamento di 400 metri quadri, coprendo il terrazzo e realizzando un nuovo piano per laboratori e strumentazioni. L’80 per cento delle risorse arriverà entro la fine del mese.
Il progetto prevede 2 milioni e 491mila euro per l’ampliamento e 539mila euro a vantaggio della ricerca di base e applicata con l’installazione di dimostratori tecnologici a elevato grado di automazione e digitalizzazione. L’accordo è stato siglato tra il consorzio dei sei Comuni (Santa Croce, San Miniato, Fucecchio, Castelfranco, Santa Maria a Monte e Montopoli) e la Regione. Col presidente Giani erano presenti l’assessore alle attività produttive, Leonardo Marras (che prima ha visitato la conceria Masoni di Santa Croce) e l’assessora a istruzione e ricerca, Alessandra Nardini, oltre al presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo, e al consigliere regionale del Pd, Andrea Pieroni.
«Poteco significa ricerca, formazione e supporto alle imprese – ha detto Giani –. Investire oltre un milione e 600mila euro per ampliare la struttura e valorizzare le attività che qui vengono svolte è dunque molto importante. Questo è un sistema di imprese virtuose, con un’economia circolare esaltata dagli interventi fatti di recente sul depuratore su cui sono stati investiti 70 milioni di euro e dalla capacità di rapportare l’innovazione tecnologica che tutela l’ambiente con una produzione tipica e rivelante anche per l’export».
Deidda ha detto che «un accordo del genere mi fa sentire più tranquilla per il futuro del nostro distretto, che è un’eccellenza ed è destinato a rimanere tale per ancora molto tempo».
Si pensi che a Poteco sono state formate più di duemila persone grazie ad un reparto calzaturiero in miniatura e alla conceria sperimentale; in più, 110 tesi universitarie sono nate proprio qua. Senza dimenticare i laboratori che analizzano i prodotti dal punta di vista della qualità e della sostenibilità ambientale, oltre a effettuare analisi su acque e reflui industriali. —
Marco Sabia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
