Il Tirreno

Pontedera

La sfida della GimFive: si becca la multa ma rimane aperta

Tommaso Silvi

Ieri mattina la palestra pontederese è tornata operativa come annunciato «Le sanzioni? Le impugneremo tutte, vogliamo solo lavorare in sicurezza»

3 MINUTI DI LETTURA





Tommaso Silvi

pontedera. «Sono venuti, ci hanno multato e ordinato cinque giorni di chiusura. Ma noi crediamo che non siano autorizzati a farlo. Continueremo a stare aperti e ad accogliere i clienti. Le contravvenzioni? Le impugneremo tutte attraverso il nostro ufficio legale. Vogliamo solo lavorare in sicurezza e portare il pane a casa».

Sono quasi le 11 e Paolo Dierna, di professione personal trainer, sta controllando il lavoro col bilanciere di una sua atleta. Nella palestra GimFive di Pontedera, al confine con il comune di Calcinaia, sulla Tosco Romagnola. Da poche decine di minuti un mini esercito di forze dell’ordine ha lasciato il centro fitness. Consegnando nelle mani dei responsabili della struttura una multa da 400 euro per aver infranto le norme contenute nel decreto della presidenza del Consiglio dei ministri mirato a contrastare la diffusione del virus. Ma non solo. Perché in teoria sulla GimFive pende un obbligo di chiusura di cinque giorni. Che potrebbero anche essere scontati - su questo decide il prefetto - a partire dal via libera del governo all’apertura delle palestre. Sicuramente non prima del 5 marzo. Tutto questo, però, per il marchio con sede nel Bolognese che possiede 12 palestre in Italia - tre in Toscana, a Pontedera, Grosseto e Livorno - è carta straccia. «Abbiamo 90 collaboratori che non lavorano da mesi, adesso basta. Garantiamo ogni norma anti-Covid ai nostri tesserati, ma restiamo aperti», fa sapere la direzione della GimFive. Quella che fino a qualche giorno fa sembrava una provocazione a sfondo pubblicitario, ieri mattina è diventata realtà. Il centro fitness ha aperto. Come aveva annunciato sui social. E ha fatto allenare i clienti per tutto il giorno.

Sono le 6 del mattino quando una dipendente infila la chiave nella porta d’ingresso. Inizia la protesta. La GimFive ha adottato un format molto in voga negli Stati Uniti. Prezzi bassi, apertura garantita dalla mattina alla sera e la possibilità di fare attività fisica da soli. Oppure, pagando una maggiorazione, seguiti da un personal trainer. Fino alle 7.55 non si muove una foglia. Porte spalancate in barba al decreto, ma zero clienti. Poi arriva un uomo: tuta e scarpe da ginnastica. «Sono il primo?», domanda col sorriso sotto i baffi di chi conosce già la risposta. La sua permanenza tra i macchinari, però, durerà poco meno di un’ora. Alle 8 arrivano gli agenti in borghese della polizia di Stato, poi una volante. Alle 8.10 due auto della Polizia municipale dell’Unione Valdera. Alle 8.30 c’è anche il dirigente del commissariato di Pontedera, Luigi Fezza. In contemporanea arriva uno dei responsabili della sede pontederese della GimFive. Quindi pure i carabinieri. Le forze dell’ordine, allora, entrano in azione. Il primo cliente del giorno della riapertura “abusiva” se ne va. Il confronto tra polizia e titolari della palestra va avanti per oltre due ore. L’apertura è irregolare. La legge non lo consente. Almeno secondo i poliziotti, che elevano la contravvenzione e dispongono cinque giorni di stop alla GimFive. All’ingresso della palestra viene affisso un cartello che annuncia la chiusura forzata da parte delle forze dell’ordine. Ma la direzione lo rimuove subito. E apre di nuovo. Tapis roulant accesi e musica dance da allenamento. E ora? La polizia sicuramente tornerà a far visita al centro, e considerata la reiterazione della violazione scatterà un'altra multa. Ma la linea della società è chiara. «Non siamo criminali, non mettiamo in pericolo la salute delle persone che vengono ad allenarsi da noi. Abbiamo assoluto bisogno di lavorare e siamo alla disperazione. Non si può vietare a un cittadino di andare in palestra, i tesserati non sono stati multati. Le sanzioni non ci spaventano. Ci spaventa molto di più – spiega Federico Milieni, direttore marketing della GimFive – l'idea di dover lasciare a casa definitivamente tutte quelle persone che lavorano con noi. Non chiuderemo, la nostra protesta è appena iniziata». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web