Lutto
Andare oltre i campanili coi giovani per vincere la sfida
Volterra protagonista delle audizioni in streaming davanti alla giuria ministeriale Rilancio degli artigiani, Deposizione e teatro in carcere gli altri assi nella manica
VOLTERRA. Una proposta che unisce 55 comuni e altrettanti campanili in uno solo, quello di Volterra. Un progetto presentato dai giovani, chiamati ora a costruirlo. Una proposta innovativa con al centro la “ri-generazione umana”, questo il tema della candidatura. La città dell’alabastro si è giocata, in diretta streaming sul profilo YouTube del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact), le possibilità per diventare capitale italiana della cultura 2022.
assi nella manica
Di fronte alla commissione ministeriale, presieduta da Stefano Baia Curioni, docente della Bocconi, Volterra ha presentato il suo dossier legato al tema scelto anche dal sindaco Giacomo Santi, apparso in molti passaggi molto emozionato, e dalla comunità volterrana. Un tema che il Covid-19 ha reso ancora più attuale e centrale nella vita di tutti noi. Battere le altre nove pretendenti (Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani e Verbania) non sarà facile. Ma la città etrusca è convinta di avere gli assi giusti nella manica che potrebbero aver convinto la commissione ministeriale ad assegnarle il titolo per il 2022.
21 GIOVANI, 60 PROGETTI
Il direttore della candidatura Paolo Verri è il fulcro per Volterra (con lui alla guida Matera ha vinto la sfida per il titolo europeo): «Il nostro progetto è un lavoro collettivo, fatto insieme ai cittadini, alle associazioni, ai tanti comuni del territorio che rappresentano 360mila abitanti. Il tema della ri-generazione umana è partito dalle fragilità, argomento che durante la pandemia sentiamo molto vicino. E la fragilità, dal carcere all’ex manicomio, è parte del passato di Volterra. Un passato che vogliamo trasformare in opportunità per il futuro, rigenerando luoghi e pratiche attraverso la cultura e i giovani». Proprio i giovani avranno in mano il futuro di Volterra. Sono 21 quelli provenienti da tutta Italia e ricercati con un bando creato ad hoc per l’occasione. Loro hanno scritto il dossier, loro dovranno realizzarlo in caso di vittoria (la proclamazione ci sarà il 18 gennaio). Tra gli interventi più convincenti di ieri pomeriggio dal set allestito al teatrino di San Pietro proprio i giovani. Come nel caso di Francesco Zollo, dell’associazione culturale studentesca Vaioltre!, e Pegah Moshir Pour, portavoce dei giovani del progetto Living Lab.
pietra, CARCERE E ARTE
Al centro del dossier l’idea di un territorio intero, 55 comuni, che si vogliono unire nella rigenerazione umana. Partendo dalle varie eccellenze. È il caso della Compagnia della fortezza di Armando Punzo, che da più di 30 anni porta il teatro nel carcere di Volterra. Un esempio per l’Italia. Così come al centro del progetto c’è l’arte, in primis dalla Deposizione di Rosso Fiorentino, capolavoro del Rinascimento italiano che “festeggerà” 500 anni proprio nel 2022 a cui sarà dedicata la prima mostra del programma. Non potrà mancare la pietra principe di Volterra, l’alabastro, con un progetto per rilanciare gli artigiani affiancando a 22 alabastrai, 22 designer internazionali, come ha spiegato Luisa Bocchietto. E poi gli Etruschi, ai quali sarà dedicata una mostra che ne racconti la modernità, con connessioni per toccare temi attuali come i social network.
LE DOMANDE
Il dossier di Volterra ha dei punti deboli? Questa è la domanda che molti cittadini si fanno. La partita che si sta giocando è importantissima per la città, ma per tutto il territorio. Un’enorme occasione di rilancio dopo mesi difficilissimi, in particolare per il turismo, causa Covid-19. La commissione ministeriale ha provato a portare alla luce le debolezze. La prima: unire a livello progettuale un territorio vasto nella regione tradizionalmente dei campanili può essere difficile. La seconda: si punta forte sugli Etruschi, ma una delle avversarie, Cerveteri, ha un una necropoli dichiarata fin dal 2004 dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Terza: in quali tempi verranno realizzate tutte le iniziative?
Le risposte
Puntuali le risposte dei volterrani: un territorio vasto darà ancora più opportunità; sulla componente etrusca arriverà a breve un riconoscimento dell’Unesco anche per Volterra; i tempi di realizzazione saranno brevi, alcuni progetti immediati altri, come l’asso nella manica anfiteatro romano, in 2-3 anni. —
Alessandro Bientinesi
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