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saracinesche abbassate 

Ultimo rintocco per L’Orologio chiuso da dicembre

Ultimo rintocco per L’Orologio chiuso da dicembre

In vendita lo storico locale gestito dai fratelli Bernardini «Non è solo a causa del Covid, c’è una trattativa in corso»  

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PONTEDERA. A 37 anni dall’inaugurazione il bistrot “L’Orologio” di piazza Curtatone ha chiuso i battenti. Lo ha fatto in sordina, a partire dalla vigilia di Natale, durante la seconda ondata della pandemia. C’è chi spera in una ripartenza nei prossimi mesi.

I fratelli Massimiliano e Giacomo Bernardini che circa un anno fa lo avevano preso in gestione dallo storico proprietario, Luca Sardelli, che è anche presidente di Confesercenti Valdera, hanno deciso di chiudere. Il locale lavorava essenzialmente la sera. Il “gioco” dei colori, giallo, arancione e rosso, unito al coprifuoco, ha complicato la gestione di un locale che negli ultimi anni era stato trasformato in pub anche se era nato come trattoria. «È un dispiacere anche per noi – dice Massimiliano Bernardini – ma abbiamo preso questa decisione. È in corso una trattativa per la vendita, al momento non posso aggiungere altro se non confermare che il locale è chiuso». Difficile dire se, una volta perfezionata la vendita, il locale potrà conservare lo storico nome, conosciuto da generazioni di pontederesi.

Durante l’estate del 2019 i fratelli Bernardini hanno chiuso il ristorante “La Pergola” di via Roma proprio per puntare sul locale in pieno centro e di avere una maggiore visibilità. Hanno investito in attrezzature, ricerca e staff puntando sulla cucina di tradizione toscana. Per farsi conoscere nella nuova “veste” hanno anche organizzato cene enogastronomiche di alta qualità, a prezzi super scontati». Ma poi è arrivato il coronavirus e le cose anche per i gestori si sono complicate. Prima di Natale i fratelli Bernardini hanno deciso di chiudere e hanno messo in vendita il locale. Hanno anche trovato un acquirente ma l’affare, stando a quanto spiegano sia Massimiliano Bernardini che Sardelli, deve essere perfezionato. «Non è solo per il Covid che abbiamo preso questa decisione – conferma Bernardini – un legale sta seguendo la vicenda e appena ci saranno le condizioni spiegheremo le ragioni che ci hanno portato a fare questa scelta». Anche se la notizia per alcuni giorni è rimasta riservata, quando poi i clienti si sono resi conto che il locale non apriva neppure a pranzo hanno cominciato a chiedersi cosa stava succedendo. –


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