Attenzione
«La casa è affittata Non potevo sapere chi ci viveva e se era una Rsa»
Londi conferma di avere fornito ai carabinieri un regolare contratto di locazione. Il blitz dopo una denuncia del 118
crespina lorenzanA. Il giorno successivo all’intervento dei carabinieri “Villa Domenica” è chiusa. Così si chiama la residenza dove, secondo la Procura di Pisa, era stata aperta una Rsa abusiva, nella campagna di Cenaia. Il proprietario dell’edificio è un imprenditore piuttosto noto nel settore del mobile e dell’arredamento, Bruno Londi. Lo incontriamo nella sua proprietà, adiacente alla villa dove c’è un’azienda agricola. «Che cosa volete che vi dica? Io ne sono quanto voi di questa storia. Ho affittato la villa due persone – racconta – poi cosa ne abbiano fatto proprio non lo so. Non è che io potevo entrare in casa loro a vedere chi c’era. Per quanto mi riguarda ho un regolare contratto d’affitto, che ho fatto vedere ai carabinieri. Di più non saprei dire». Gli chiediamo se le persone alle quali ha affittato – a quanto pare due pensionate di Livorno piuttosto in avanti con l’età – gli risultano autosufficienti e quindi in grado di vivere da sole, senza bisogno di assistenza. «Per me sono autosufficienti – aggiunge – ma di più non so. Direi che è anche troppo».
L’indagine della Procura e dei carabinieri del Nas di Livorno, che poi hanno avuto il supporto dell’Arma del posto, è partita da una segnalazione dell’Asl e del 118 dopo che un’ambulanza è stata alla villa per accompagnare all’ospedale una persona che doveva fare una terapia.
Entrando nella grande dimora, il personale dell’emergenza sanitaria si è reso conto che qualcosa non tornava. Nella villa abitavano sette anziani, di età compresa tra gli 84 e i 97 anni. Una situazione che li ha colpiti. Al rientro dal servizio i volontari hanno fatto la segnalazione alla centrale del 118 e poi al responsabile. Prima di partire con la denuncia, il servizio dell’emergenza sanitaria ha anche cercato di capire se la struttura era accreditata.
Non trovando alcun riscontro, dal 118 è partita la segnalazione alla Procura che ha delegato il Nas per le indagini, partendo dal contratto d’affitto e dalla due pensionate di Livorno, una è del 1928, l’altra del 1937, che risultavano residenti nella villa.
Non è escluso che i familiari degli anziani ricoverati nella Rsa abusiva avessero scelto questa soluzione per cercare di risparmiare sui costi dell’assistenza dei loro vecchietti. L’indagine va avanti, dopo il blitz scattato su disposizione della Procura, per cercare di capire chi aveva organizzato la gestione della casa di riposo che è clandestina a tutti gli effetti. Visto che le famiglie pagavano una specie di retta o di affitto ci potrebbero essere anche implicazioni di carattere fiscale. Ma l’indagine è solo all’inizio. –
S. C.
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