Attenzione
«Apriamo la palestra per salvare 90 posti»
La GimFive di Pontedera sfida il governo: «È istinto di sopravvivenza: ok le misure di sicurezza ma dobbiamo ripartire»
pontedera. L’appuntamento è per venerdì alle 6 del mattino. «Riapriremo la nostra palestra. Il governo non è ancora in grado di darci una data definitiva, e allora la scegliamo noi. Vogliamo ricominciare a lavorare. Ad ogni costo». A parlare è Federico Milieni, direttore della divisione marketing di GimFive.
Il brand con sede nel Bolognese ha dodici palestre in Italia, di cui tre in Toscana. Tra queste anche quella sul viale che collega Pontedera a Fornacette, frazione del comune di Calcinaia. Una struttura moderna, quasi completamente a vetri, in cui ci si può allenare anche la sera. Il format, infatti, è quella del centro fitness aperto 24 ore. Almeno fino a quando non c’era il coprifuoco alle 22, imposto nell’ambito delle norme anti-contagio.
«I contributi che sono arrivati dal governo sono ridicoli, briciole rispetto al denaro che abbiamo perso stando chiusi per mesi. Ora non ce la facciamo più. Noi riapriamo», ribadisce Milieni. GimFive ha aperto il suo centro di Modena, lunedì, attirando subito l’attenzione delle forze dell’ordine. «Abbiamo avuto un controllo – racconta ancora Milieni – e siamo stati multati per 400 euro. Ma non ci hanno fatto chiudere. Ci è stato detto che ogni giorno verranno le forze dell’ordine a sanzionarci, e noi siamo pronti a fare ricorso. La pazienza è finita. Il nostro marchio dà lavoro a 90 collaboratori, non possiamo continuare a tenerli a casa. A Modena i clienti trovati all’interno della palestra, lunedì, non sono stati multati. Noi ci prendiamo le nostre responsabilità. Siamo pronti».
Una mossa pubblicitaria? Dalla GimFive assicurano di no, ma di certo c’è che la notizia della riapertura “abusiva” ha fatto velocemente il giro d’Italia. Le telecamere delle televisioni sono puntate sulla società bolognese, che racchiude al proprio interno alcune realtà sportive che si occupano delle varie palestre sparse per l’Italia.
«In questa fase – puntualizza il direttore marketing – per noi non è importante la fama. Noi vogliamo lanciare un messaggio chiaro ai nostri colleghi e a tutte le persone che hanno un’attività chiusa da mesi. Ripartiamo, in totale sicurezza, rispettando le regole anti-contagio, ma ripartiamo. Non possiamo continuare a stare fermi, senza incasso e senza certezze per le persone che lavorano con noi».
All’alba di venerdì, dunque, la GimFive di Pontedera riaprirà i battenti. Non mancheranno le polemiche. E neppure i controlli. «Non siamo spaventati – prosegue Milieni – ci fa molta più paura l’idea di lasciare 90 famiglie senza lavoro per altre settimane. Riapriremo in sicurezza, pronti ad accogliere i nostri tesserati». Quella che arriva da GimFive è l’ennesima storia di disperazione legata alla crisi da coronavirus. Imprenditori che hanno visto sgretolarsi le loro fortune e i loro gioielli produttivi nel giro di pochi mesi. Uomini e donne disperati, che non hanno ricevuto dallo Stato gli aiuti promessi. Una situazione di disagio destinata ad allargarsi a macchia d’olio. Perché accanto all’emergenza sanitaria c’è quella economica. E se per la prima è stato trovato il vaccino, per la seconda, al momento, non ci sono cure. «La nostra non è disobbedienza fine a se stessa – conclude Milieni – il nostro è istinto di sopravvivenza». —
Tommaso Silvi
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