Il Tirreno

Pontedera

Va in pensione il maresciallo più bravo d’Italia, il saluto dopo 22 anni a Santa Croce

S.C.
Va in pensione il maresciallo più bravo d’Italia, il saluto dopo 22 anni a Santa Croce

Andrea Oteri ricevuto dalla sindaca Deidda, dagli assessori e dai rappresentanti delle associazioni. «Sono stato tra la gente»  

2 MINUTI DI LETTURA





il personaggio

Nel 2015 l’Arma gli aveva assegnato un premio importante, come miglior maresciallo d’Italia, un riconoscimento che ogni anno l’Arma dei carabinieri assegna a cinque comandanti di stazione, scelti su tutto il territorio nazionale, per mettere in risalto l’attività che hanno svolto. Sono passati cinque anni ma sembra ieri. Una bella festa, tanti complimenti, la soddisfazione del riconoscimento. Ieri, altro giorno importante per Andrea Oteri che nel frattempo è stato promosso luogotenente. È arrivato il giorno del congedo per sopraggiunti limiti d’età. Una giornata di grandi emozioni, soprattutto durante il saluto alla città organizzato in municipio dalla sindaca Giulia Deidda. Al saluto erano presenti la giunta, i capigruppo, ex sindaci, i due parroci, rappresentanti dell’Associazione conciatori e delle varie associazioni del territorio.

Di storie e operazioni da raccontare ce ne sarebbero un’infinità. Oteri, originario di Messina, è arrivato a Santa Croce verso la fine del 1998 dopo aver ricoperto altri incarichi. Del distretto conciario il sottufficiale, insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana, conosce tutto. Qui ha portato avanti numerose azioni di contrasto al crimine per le quali è stato elogiato in più occasioni negli anni Duemila. Se è scontato ricordare il 2015 e l’inserimento tra cinque i migliori comandanti d’Italia, molti non sanno che è stato anche volontario nella missione in Iraq nel 2005. Per la cittadina del Cuoio Oteri è un punto di riferimento anche per l’attività di prevenzione ai reati, a cominciare dalle truffe agli anziani, oppure al bullismo. «Inutile girarci intorno: ci mancherà», ha detto Deidda. «Il comandante Oteri ha rappresentato per me e per la comunità un punto di riferimento. Sono sindaco dal 2014 e l’ho sempre conosciuto così. Sarà difficile abituarsi a questa novità. Cercheremo di portare con noi gli insegnamenti che da sempre ha cercato di trasmettere ai suoi colleghi, ai rappresentanti delle istituzioni, alla cittadinanza». «Ho approntato il mio lavoro nel massimo rispetto della persona, lavorando tra la gente e per la gente, cercando di dare una risposta adeguata alle problematiche sottoposte alla mia attenzione, certo di aver dato sempre il massimo, anche quando il risultato non è stato quello sperato», ha detto Oteri ringraziando le numerose persone incontrate in 22 anni di servizio. Una bella testimonianza. «Fare il carabiniere vuol dire lavorare in silenzio e nell’ombra, perché dietro ad ogni successo si cela un impegno che ai più è inimmaginabile, credetemi non è una cosa semplice è una professione che si può svolgere solo con passione, rettitudine e la consapevolezza dei sacrifici che questa missione richiede». –

S.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web