Il Tirreno

Pontedera

Ora si spacca il fronte degli studenti «Rientro in classe solo in sicurezza»

Tommaso Silvi
Ora si spacca il fronte degli studenti «Rientro in classe solo in sicurezza»

I rappresentanti d’istituto bocciano la protesta: «L’87% dei ragazzi la pensa come noi»

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pontedera. Tornare a scuola sì. Ma in sicurezza. E senza fretta. Altrimenti meglio la didattica a distanza. A 24 ore dalla manifestazione di una rappresentanza di studenti pontederesi all’esterno del liceo XXV Aprile – giovedì mattina –, organizzata per chiedere il rientro nelle aule, investimenti per quanto riguarda gli edifici scolastici e sicurezza garantita nel trasporto pubblico in chiave Covid, emerge la voce del lato studentesco che non vuole un rientro immediato in classe.

Matteo Becherini, Cecilia Ceccanti, Alessio Daini e Francesco Pangallo sono i rappresentanti del XXV Aprile. E sono proprio loro a spiegare come stanno le cose nella loro scuola. Lunedì le superiori torneranno a fare lezione in presenza, ma soltanto col 50% dei ragazzi, a rotazione.

«È stato effettuato un sondaggio all’interno dell’istituto, scientifico, classico e scienze applicate: l’87% degli studenti è contrario a un rientro immediato a scuola. Questo – spiegano i rappresentanti d’istituto in una nota – fino a quando non verranno garantite tutte le condizioni di sicurezza. A partire dal trasporto pubblico. Fino all’adeguamento degli spazi e delle aule scolastiche in modo che siano fruibili senza alcun rischio per gli studenti». Più sicurezza, più spazi e meno rischi di contagio. Gli studenti che hanno protestato giovedì mattina svolgendo lezione online col computer sulle gambe di fronte all’ingresso del XXV Aprile e i rappresentanti dell’istituto chiedono la stessa cosa. Con toni diversi. Ma con il solito obiettivo: poter studiare bene, e poterlo fare nel rispetto delle norme anti-contagio.

«I motivi per cui il rientro in presenza costituisce un rischio di contagio sono molteplici – scrivono ancora i rappresentanti d’istituto del XXV Aprile – e non sono solo il frutto delle ore trascorse all’interno dell’aula, ma di tutto il contesto che, inevitabilmente, ne deriva. Per evitare assembramenti all’interno di spazi chiusi, le scuole fanno entrare nell’edificio gli alunni soltanto dopo il suono della campanella: questo comporta una notevole calca ammassata al di fuori del cancello, composta da tutti i ragazzi che vengono con il bus e arrivano a Pontedera mezz’ora prima dell’inizio delle lezioni. Lo stesso vale, terminate le lezioni, per gli autobus in partenza dallo stadio, i quali fino alle 13.10 non aprono le porte; i pendolari si ritrovano così costretti ad ammassarsi alla fermata per venti minuti, poiché l’orario scolastico termina alle 12.50».

La maggioranza degli studenti del XXV Aprile, dunque, «esprime perplessità e dissenso sui tempi e le modalità di riapertura della. Si dissocia, inoltre – come riportato nella comunicazione – anche dalla protesta andata in scena giovedì. Crediamo sia necessario fare marcia indietro rispetto alle decisioni prese in questi giorni riguardo il rientro a scuola». —

Tommaso Silvi

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