Il dolore
L’assessora Braccini: «Profondo dolore per la morte di Zbir»
santa croce. «Un evento del genere è qualcosa che fa veramente male. Siamo profondamente dispiaciuti per la morte di un uomo che in quel momento era solo». A parlare è l’assessora alle politiche sociali del Comune di Santa Croce sull’Arno Nada Braccini, a poche ore dal ritrovamento del cadavere di Zbir Ghazouani all’interno di una conceria dismessa e abbandonata di via Masini, dove l’uomo aveva ricavato un riparo di fortuna e dove è stato trovato morto già da una settimana (così ipotizzano gli inquirenti, l’autopsia poi fugherà ogni dubbio).
Zbir (56 anni), viene destritto come un uomo tranquillo, solitario, che non aveva creato mai nessun tipo di problema. Frequentava il dormitorio diocesano – come conferma anche l’assessora Braccini – dove però non passava la notte. Essendo di origini marocchine, qui spesso poteva fare due chiacchiere con alcuni connazionali o semplicemente fare una lavatrice per avere degli indumenti puliti. «Non lo vedevo da tempo – continua l’assessora – e credevo che non fosse più in zona. Quando ho saputo la notizia sono rimasta profondamente colpita».
Resta da capire il perché della scelta di Zbir di dormire in una conceria abbandonata e non in luogo frequentato da altre persone; più volte era stato visto fare avanti e indietro dalla conceria, diventata temporaneamente la sua “casa”. E dove nel pomeriggio dell'Epifania è stato trovato morto a seguito di alcune segnalazioni fatte da suoi connazionali, preoccupati per la sua prolungata assenza. Una vicenda che fa correre la mente a quanto avvenuto nel maggio scorso alle ex scuole Landini Marchiani di Fucecchio (oggi cantiere e futura tenenza dei carabinieri), dove fu trovato il corpo in avanzato stato di composizione di un giovane originario del Senegal. Una storia – anche quella – dove la principale caratteristica è la solitudine, il morire senza che nessuno lo sappia e l’essere ritrovato casualmente e/o dopo molto tempo. Quando se ne vanno gli invisibili, gli ultimi di una società che non ha tempo e voglia di vederli, spesso il copione è proprio questo. Ad uccidere Zbir è stata probabilmente l’ipotermia, causata dal freddo pungente degli ultimi giorni. —
M.S.
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