Il Tirreno

Pontedera

Il “cesto sospeso” per i poveri grazie al cuore di Silvia

Silvia Bini
Il “cesto sospeso” davanti alla tabaccheria di Silvia Barsotti
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Il “cesto sospeso” davanti alla tabaccheria di Silvia Barsotti

L’iniziativa della commerciante di Fornacette con l’aiuto dei paesani: "Chi può lasci qualcosa, chi non può si serva pure"

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CALCINAIA. Il coronavirus ha svuotato strade e piazze di paesi e città ma non ha spento lo spirito di generosità dei suoi abitanti, anzi. Il momento è difficile, ma la Valdera sta mostrando il suo lato migliore.

In tante zone della nostra provincia, sono spuntati cestini in vimini, ma anche scatole di cartone, contenenti cibo e beni di prima necessità per aiutare le persone in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus e iniziare l’anno nuovo con un semplice gesto d’amore.

Un esempio arrivata dalla tabaccheria di Fornacette in via Tosco Romagnola, 279, che ha messo a disposizione “cesti sospesi” con confezioni di prodotti alimentari, per l’igiene personale, vestiti, e molto altro. Sono prodotti offerti per le persone rimaste senza lavoro o senza la possibilità di andare a fare la spesa.

L’obiettivo è quello di creare una catena di solidarietà, invitando chi ne ha la possibilità a riempire la cesta e chi è in difficoltà a prenderne il contenuto.

L’iniziativa è stata promossa da Silvia Barsotti, proprietaria della tabaccheria. L’idea nasce grazie a un’amica che lancia un appello sul web ai fruttivendoli, ai panifici e anche ai supermercati per le cose di prossima scadenza: «Non gettate quello che pensate di non poter vendere. Lasciatelo fuori con su scritto “gratis”. C’è tanta gente che si vergogna a chiedere, ma ne ha bisogno».

Grazie al passaparola si vorrebbe arrivare a creare una rete per sostenere costantemente le famiglie bisognose del quartiere, una rete che duri nel tempo e spinga anche le persone ad aiutarsi a vicenda. «Ho subito ricevuto risposte positive da parte dei paesani – racconta Silvia –. Mi hanno consegnato durante la stessa giornata due scatole di vestiti. In aggiunta a quello che avevo messo io prima della chiusura, sono arrivate altre donazioni e il giorno successivo la scatola che era piena di alimenti di vario tipo si è svuotata. Sono piccoli gesti ma importanti, in questo momento dobbiamo tutti aiutarci».

La commerciante evidenzia quanto sia efficace il coinvolgimento di più persone per raggiungere uno scopo a fin di bene e sottolinea l’importanza di poter donare, ma soprattutto ricevere, mantenendo l’anonimato: «C’è chi si vergogna (per dignità) a mostrare la propria indigenza. Questo cesto e questa scatola servono per i più bisognosi. Chi può doni pure qualcosa, chi non può si serva pure”, scrive Silvia sul cartello lasciato assieme alla cesta.

Un semplice gesto per condividere e restare vicini a chi è in difficoltà, in un momento in cui la pandemia ci vuole isolati gli uni dagli altri: donare è un gesto anche per sentirci meno soli.

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