Sicurezza
«Facciamo sesso o invio i video hot a tuo figlio»
Le minacce dell’uomo all’ex convivente che una sera ricevette centoundici chiamate vocali. «Tranquilla, morirai presto»
Pietro Barghigiani
CASCINA. È tutto scritto. La sequenza delle frasi inviate per sms o attraverso messaggi vocali non possono essere fraintese. C’è il ricatto, esplicito e volgare nel disprezzo verso quella che è stata la sua compagna per sei anni. E c’è la ritorsione, annunciata se la donna non si fosse piegata alle sue voglie. Un ricatto sessuale, in cui viene tirato in ballo anche il figlio della ex convivente, con il solito richiamo alle pubblicazioni online di video privati che fa effetto e turba chi riceve simili minacce.
Intimità condivise trasformate nel tempo in strumenti di terrore per annichilire quella che era una compagna poi diventata un bersaglio da colpire senza indugio. Una persona a cui scrivere frasi del tipo: «Finisci male, ti ho avvisato, non ti rendi conto che mi basta un minuto per farti prendere fuoco. Devono morire le donne come te, morire. E tu morirai, ti ammazzo con le mie mani, tranquilla. Morirai presto, tranquilla, prestissimo».
Accusato di tentata violenza sessuale aggravata e stalking, un 40enne di Massa (omettiamo le generalità per tutelare la parte offesa, ndr) è stato rinviato a giudizio davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Bufardeci, a latere Mirani e Messina). L’imputato, secondo l’accusa, avrebbe esercitato una doppia forma di ricatto sessuale nei confronti dell’ex compagna residente nel Cascinese, assistita come parte civile dall’avvocato Maria Concetta Gugliotta.
La prima era stata quella di non pagare le utenze, intestate a lei quando vivevano insieme nel comune massese.
La mancata voltura di luce e gas aveva portato la donna a essere un’involontaria debitrice per i consumi sostenuti e mai saldati dall’uomo. «Possiamo frequentarci fino a che pagherò tutto». Si erano lasciati da tempo, ma lui voleva ancora soggiogarla sessualmente utilizzando l’arma delle bollette insolute per migliaia di euro per tenerla legata a sé. Oltre ai conti in sospeso e scaricati sulla donna, a patto che tornasse a fare sesso con lui, l’imputato è accusato anche di aver minacciato di mettere online un video hard girato con la sua compagna. Divulgare quelle immagini sul web e mandarle anche al figlio dell’ex convivente. Un ricatto che per la legge si configura come una tentata violenza sessuale anche in assenza di contatti fisici. C’è poi il filone dello stalking. La sorte ha voluto che il 40enne, grazie al primo lockdown, da febbraio a maggio scorso non potesse uscire dal suo comune di residenza.
«Appena mi danno il via libera vengo lì a Cascina» le aveva scritto prima di essere raggiunto da un divieto di avvicinamento. Una sera di febbraio arrivò a inviarle centoundici chiamate vocali. È tutto scritto nelle 150 pagine scaricate con le frasi diventate atti d’accusa che non possono essere fraintese. —
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