Italia
Terapia intensiva, l’Asl frena «Prima servono altri servizi»
L’assessore regionale Bezzini risponde alla consigliera Meini (Lega) con una nota dell’azienda che spiega: «Vanno potenziate le attività connesse»
volterra. «Sono molto insoddisfatta. La risposta dell’assessore non mi piace. È sbagliata nel metodo e nel merito». Ormai è scontro politico. Il dibattito sull’attivazione della terapia intensiva all’ospedale di Volterra diventa bollente. La bocciatura dell’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini è totale.
È la doppia consigliera di opposizione della Lega, al parlamentino toscano di Firenze e in consiglio comunale a Cascina – «quest’ultimo incarico lo faccio gratis», chiarisce Elena Meini – ad attaccarlo.
La risposta di Bezzini alla sua interrogazione scritta in consiglio regionale le è andata di traverso. Non le è piaciuta né nel metodo né nel merito. «Nel metodo perché Bezzini non risponde direttamente ma girandomi una nota tecnica della Azienda sanitaria locale. Nel merito perché la Asl Nord Ovest ritiene sostanzialmente impraticabile l’attivazione della terapia intensiva a Volterra», dice Meini. Raggiunto dal Tirreno, Bezzini ribatte: «Se sarà necessario, farò ulteriori approfondimenti». Non dice di più. Ma la consigliera Meini lo incalza: «Il prossimo consiglio regionale (si terrà la prossima settimana, ndr) farò un’altra interrogazione orale sul caso. Stavolta chiedo una risposta politica. Non una risposta tecnica. Deve essere Bezzini a rispondermi direttamente e non la Asl tramite lui».
Riavvolgiamo il nastro. Estate 2020: campagna elettorale per le elezioni regionali. L’allora candidato presidente del centrosinistra Eugenio Giani fa una promessa. Accoglie e sostiene il progetto elaborato da Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e Auxilium Vitae per l’attivazione di due posti di terapia intensiva negli spazi di Auxilium all’ospedale Santa Maria Maddalena.
Eletta consigliera regionale, Meini ne parla coi consiglieri comunali della lista civica Uniti per Volterra Marzio Innocenzi e Paolo Moschi, e in un’interrogazione scritta di dicembre chiede conto al presidente Giani e all’assessore Bezzini dei due posti di terapia intensiva all’ospedale di Volterra.
La risposta arriva via e-mail. È l’assessore Bezzini che inoltra una nota tecnica della Asl Nord Ovest. Cosa dice il documento? Per l’azienda sanitaria attivare la terapia intensiva all’ospedale di Volterra non è per niente semplice.
Il Santa Maria Maddalena «dovrebbe essere dotato delle specialità cliniche e diagnostiche necessarie per curare pazienti ad alta intensità assistenziale – si legge nella nota – perché i reparti di terapia intensiva necessitano, in maniera indispensabile, di altre attività di intervento in emergenza (emodinamica, angiografia interventistica cerebrale e altre attività) connesse alla attività di terapia intensiva». Tradotto: non si può attivare la terapia intensiva se non vengono messe in funzione le attività sanitarie ad essa connesse.
Poi però la Asl, per quanto le concerne, si dice a disposizione del territorio per migliorare l’assistenza sanitaria su sicurezza delle cure e soldi da spendere. La chiusura della nota pare rimandare alle responsabilità della politica. La firma è della direttrice Maria Letizia Casani.
Ma la consigliera Elena Meini della Lega è molto insoddisfatta. Non accetta che sia la Asl a rispondergli al posto dell’assessore Bezzini e rifiuta il contenuto della risposta. Tornerà all’attacco il prossimo consiglio regionale. Chissà se Bezzini sarà presente per risponderle in prima persona. –
Samuele Bartolini
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