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Pontedera

Quando Dj Cioni batteva “Tutto il calcio” «Fece grande la nostra Radio Pisa»

Giacomo Pelfer
Quando Dj Cioni batteva “Tutto il calcio” «Fece grande la nostra Radio Pisa»

Maurizio Bolognesi ricorda il suo amico Riccardo, morto ieri a 66 anni, che aveva iniziato la carriera a Castelfranco  

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aneddoti e dolore

In un’intervista di qualche anno fa al microfono di Maurizio Bolognesi, perfino Jovanotti ricordò di aver montato negli anni ‘80 una mega antenna sul tetto di casa a Cortona. Da lì non era facile agganciare le frequenze di quella lontana radio pisana che trasmetteva da Castelfranco di Sotto, eppure quello era l’unico modo per non mancare l’appuntamento con il “Dj Full Time” di Riccardo Cioni. Un programma che ha fatto storia. Un appuntamento irrinunciabile che in pochi anni riuscì a lanciare il nome e la fama del dj livornese, portando in ogni angolo della Toscana le frequenze della mitica Radio Pisa, poi divenuta per tanti anni Radio Quattro.

Perché è proprio da Castelfranco che è iniziata la carriera di Riccardo Cioni, il famoso dj scomparso ieri all’età di 66 anni all’ospedale di Livorno. Lo ricorda bene proprio lo stesso Maurizio Bolognesi, oggi direttore artistico di Radio Bruno Toscana, erede della storica Radio Quattro nata nel 1975 con il nome originario di Radio Pisa. «Insieme a Charlie Sanguemisto è stato uno dei primo speaker nella storia della radio. Il prima faceva liscio, ogni sera alle 19, mentre Cioni iniziava alle 18 col suo “Dj Full Time”, primo programma ad aver portato in radio la musica dance negli anni de “La febbre del sabato sera”».

Arrivato al microfono quando aveva poco più di vent’anni, Cioni è rimasto nella radio di Castelfranco fino alla metà degli anni’80, quando il suo programma radiofonico risultò addirittura il più ascoltato in Italia, superando perfino “Tutto il calcio minuto per minuto” della Rai. «Se in pochi anni siamo diventati così famosi – dice Bolognesi – in gran parte lo dobbiamo proprio a lui. Non a caso fu lui, insieme a allo speaker Riccardo Heinen, a convincerci ad abbandonare il nome di Radio Pisa per prendere quello di Radio Quattro, se volevamo seriamente farci ascoltare in tutta la Toscana. Dato che esistevano già Radio Uno e Radio Due e stava per nascere Radio Tre, loro proposero di prendere il nome Radio Quattro». Una scelta ambiziosa, seguita pochi anni dopo, nel 1982, dal trasloco dalla vecchia sede di via Leonardo da Vinci 36 (come ricordava lo stesso Cioni nella sigla del programma) alla nuova sede sulla provinciale Francesca. «Durante il trasloco – ricorda Bolognesi – dovevamo interrompere le trasmissioni per una notte. Allora Riccardo decise di preparare una registrazione e di andare a trasmettere direttamente dal Monte Serra, agganciando la bobina alla nostra antenna». All’epoca Cioni era direttore artistico di Radio Quattro, nella quale lavorava come speaker anche la moglie Brunella Dini. «Dopo di lui abbiamo avuto 10 anni di vuoto – ammette Bolognesi –: fino a che non è arrivato Marco Bresciani non c’era nessuno in grado di sostituirlo. Abbiamo sempre mantenuto con lui ottimi rapporti. Anche negli ultimi anni, quando ci siamo incontrati, Riccardo mi parlava di mio padre e soprattutto di mio zio Franco: era stato lui a portarlo in radio e a dargli un’opportunità che è stato bravo a sfruttare». Un’opportunità che in pochi anni lo rese il più famoso dj della Toscana, richiestissimo in ogni discoteca: «Una volta Raffaella Carrà lo intervistò su Rai 1 nel programma “Pronto, Raffaella? ” – ricorda Bolognesi –. All’epoca era l’unico dj che riusciva a farsi pagare 2 milioni e mezzo di lire a sera, e la Carrà non ci credeva». –

Giacomo Pelfer

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