Sicurezza
La sfida di Bini: «Riorganizzare i servizi senza unioni di Comuni»
Con la fine del Parco Alta Valdera, l’amministrazione rinuncia a nuove alleanze «Riprendiamo la nostra sovranità», ma è già flirt con Peccioli per l’ufficio tributi
Giuseppe Boi
Terricciola. Addio alla stagione delle alleanze organiche con altri Comuni. No assoluto a ipotesi di fusione. Sì ad eventuali convenzioni e collaborazioni per la gestione dei servizi, ma nulla più. Il Comune di Terricciola entra nel 2021 in una nuova fase. Con la fine dell’Unione Parco Alta Valdera l’amministrazione guidata da Mirko Bini ha deciso di andare avanti da sola. Una decisione che, spiega il sindaco, «consente di riprendere la nostra sovranità decisionale e autonomia», ma che rappresenta anche una sfida perché «comporterà la riorganizzazione di tutto il Comune».
Servizi da gestire da soli
La “svolta autarchica” è arrivata per una serie di motivi. Quello scatenante è stata la fine dell’Unione Parco. A decretarla è stato la scorsa estate Renzo Macelloni con l’uscita di Peccioli dall’ente che univa anche Lajatico e Chianni. Una mossa seguita a ruota da Bini e da tutto il consiglio comunale terricciolese che ha approvato all’unanimità la fine dell’alleanza. Da quel momento sono cominciati gli incontri e i ragionamenti per il futuro, o meglio per la gestione dei settori finora garantiti in forma associata dal Parco. In ballo ci sono servizi strategici per i cittadini: dalla polizia locale alla protezione civile, dal sistema informativo ed innovazione tecnologica alle attività produttive e Suap, tributi, raccolta e trasporto rifiuti, regolamento edilizio e bandi di gara.
Stop a possibili fusioni
A presentare una proposta all’amministrazione terricciolese è stato proprio Macelloni che, insieme al collega di Lajatico Alessio Barbafieri, ha lavorato e messo nero su bianco un accordo di collaborazione biennale. In realtà il primo interlocutore individuato dal sindaco di Peccioli è stato proprio il sindaco di Terricciola. «Caro Mirko progettiamo insieme una nuova alleanza», scriveva il pecciolese in una lettera inviata ai primi di settembre. E a Bini non dispiaceva affatto l’idea originaria che prevedeva un organizzazione amministrativa unica con una sola pianta organica tra tutti i Comuni, mentre la funzione politica sarebbe restata in seno ai consigli comunali distinti. Macrostruttura amministrativa che è stata confermata nell’accordo sottoscritto dal primo cittadino pecciolese e da quello lajatichino, che però la hanno subordinata a una futura fusione tra i due Comuni. Proprio ciò che Bini non poteva accettare, per sua convinzione e perché contrario al sentimento di tutte le forze politiche presenti in consiglio.
No all’Unione Valdera
L’altra opportunità sul tavolo di Bini era quella di tornare nell’Unione Valdera, ossia l’ente sovracomunale lasciato nel 2017. Una scelta fatta dal sindaco di Chianni Giacomo Tarrini, ma che non ha mai convinto l’amministrazione di Terricciola. Del resto se il Parco è naufragato, anche l’altra alleanza non sembra godere di buona salute. L’ente formato da Pontedera, Bientina, Buti, Calcinaia, Casciana Terme Lari, Palaia e Capannoli sembra un contenitore che si sta via via svuotando di contenuti. Anche perché l’attuale sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, sempre più vicino proprio al pecciolese Macelloni per scelte strategiche che riguardano servizi ai cittadini, cultura e mobilità. L’accordo tra i due su “Linking Valdera”, il progetto di mobilità sostenibilità che punta ad essere finanziato con i recovery fund, ne è la prova. Elementi che hanno convinto Bini a scartare il ritorno in un’Unione che scricchiola.
Sì alle convenzioni
Tutte queste ragioni hanno portato l’amministrazione a rinunciare a possibili alleanze stabili. Scelta che però non esclude possibili convenzioni. «Per i tributi potremmo aderire allo sportello che stanno organizzando i Comuni di Pontedera e Peccioli», rivela il sindaco che punta anche a rilanciare «una gestione della protezione civile unitaria per tutta la Valdera. Resta però il fatto che la gestione di alcuni servizi rischia di mettere in difficoltà l’ente. Bini però sottolinea più i lati positivi: «Con la fine del Parco avremo un vigile urbano in più e i cittadini avranno sportelli a Terricciola senza doversi spostare». —
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