Gioco
Il freddo uccide un senzatetto di 56 anni, trovato morto nella conceria abbandonata
L’allarme dato da alcuni connazionali che non lo vedevano da giorni, la salma trasportata a medicina legale
SANTA CROCE. Lo hanno trovato su un giaciglio di fortuna, tra i resti di una conceria abbandonata. Un mucchio di panni per terra, vicino a uno stendibiancheria, sotto un tetto pieno di infiltrazioni e in qualche punto addirittura crollato. Scomparso nel nulla da giorni: la morte potrebbe risalire, stando agli inquirenti, a una settimana fa.
Una storia di grande solitudine quella di Zbir Ghazouani, 56 anni, originario del Marocco, che ha finito i suoi giorni come un fantasma. Per giorni è rimasto su quel giaciglio senza vita, prima che alcuni connazionali cominciassero a stare in ansia per lui. L’uomo era senza fissa dimora, in precedenza aveva abitato in altri centri del Comprensorio, l’anno scorso era tornato in Marocco e da quando era rientrato viveva nell’immobile abbandonato, in una conceria dimessa in via Masini a Santa Croce sull’Arno. Qui lo hanno trovato senza vita, il pomeriggio dell’Epifania, alcuni parenti che vivono a Santa Croce sull’Arno. Non lo sentivano da alcuni giorni, così hanno raccontato ai carabinieri. Dopo avere cercato invano di contattarlo per telefono sono andati a cercarlo nella conceria abbandonata. Sapevano che Zbir Ghazouani che non aveva un lavoro stabile aveva trovato un “tetto” in quella conceria. Si era ritagliato un angolo nell’edificio abbandonato ormai da anni e già scelto come rifugio anche da altri senzatetto. La morte potrebbe averlo sorpreso nel sonno per un malore o per le conseguenze del freddo. I carabinieri di Santa Croce sull’Arno e quelli della compagnia di San Miniato non hanno ravvisato elementi che possano fare pensare a cause diverse da quelle naturali per spiegare la morte. La salma è stata trasferita a medicina legale per l’autopsia che verrà disposta dal sostituto procuratore che segue le indagini. L’edificio, soprattutto gli ambienti in cui l’immigrato viveva, sono stati sottoposti a sequestro così da preservare lo stato dei luoghi qualora dagli accertamenti medico legali dovessero emergere altre cause rispetto a quelle naturali.
Via Masini è una strada in cui si trovano soprattutto concerie. Di notte, ora poi che c’è il coprifuoco, ci passeranno sì e no tre auto. Ma un santacrocece che lavora in un’azienda vicenda alla conceria dismessa, così come altri cittadini che vivono nella zona, raccontano di avere visto più volte il 56enne entrare ed uscire dall’edificio fatiscente. Zbir parcheggiava la sua Opel di colore grigio in un’area sterrata e poi a piedi raggiungeva quel ricovero che sperava potesse essere provvisorio.
«Non sono sicuro ma credo di averlo visto anche la sera del 4 o del 5 gennaio – prova a ricordare Francesco Roviezzo dell’azienda “Rf”, rimasto sorpreso dalla notizia del drammatico ritrovamento – lo ricordo perché mi ero fermato a telefonare per strada e lo avevo visto uscire all’improvviso. Mi dispiace per quello che è successo». Un dramma che colpisce un’intera comunità. –
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