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Gabella di 250 euro per il rio tombato Ora la Regione bacchetta il Comune

Tommaso Silvi
Gabella di 250 euro per il rio tombato Ora la Regione bacchetta il Comune

Lettera indirizzata al municipio dopo le proteste dei residenti «Ecco cosa dovete fare. Disponibili a un incontro»

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pontedera. Chiedevano prima di tutto una risposta. E la risposta è arrivata. Dalla Regione, che consegna la patata bollente al Comune, sollecitando anche un incontro.

«Perché dobbiamo pagare 250 euro l’anno per entrare a casa nostra? Per un’opera di urbanizzazione di cui non siamo responsabili? ». La voce è quella di quattordici famiglie di via del Popolo, strada che attraversa il paese di Santa Lucia, frazione di Pontedera. L’ingresso delle loro abitazioni è posto su un tratto tombinato del rio Rotina, il corso d’acqua che scorre nel piccolo centro abitato non lontano dalla città. Per questo motivo, la Regione, ogni anno, chiede loro di pagare una tassa – il cui importo è cambiato varie volte, fino ai 250 euro attuali – per occupazione di area demaniale. La tombinatura del fosso, stando a quanto spiegano i membri del “Comitato via del Popolo”, risalirebbe addirittura agli anni Settanta. La lotta dei residenti contro la “gabella” della Regione va avanti da tempo, col coinvolgimento anche di un avvocato, ma ad oggi il nodo non è ancora stato sciolto.

Nel luglio del 2018 la legge regionale numero 41 sembrava aver segnato un punto di svolta. All’articolo 6, infatti, viene precisato che “qualora il tratto coperto del corso d’acqua ricada in un’area urbanizzata ed attraversi più di due proprietà, o la copertura sia stata eseguita per pubblica utilità, la gestione dello stesso e la relativa concessione sono affidate al comune o ai comuni territorialmente interessati in forma associata”. Nulla, però, è cambiato.

L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Pontedera, Mattia Belli, dice che l’amministrazione dovrà confrontarsi direttamente con lo Stato, dato che la tassa richiesta ai cittadini riguarda il demanio. Negli anni Il Tirreno si è occupato a più riprese del caso di Santa Lucia. L’ultimo articolo è di martedì 29 dicembre. I cittadini alla fine del 2020 hanno ricevuto di nuovo la richiesta di pagamento, e sono tornati sul piede di guerra.

Martedì la Regione ha inviato al comitato la comunicazione che – spiega la segreteria del dirigente regionale Francesco Pistone – sarebbe stata inoltrata al Comune il 27 dicembre scorso. Nella nota la Regione cita la legge del luglio 2018, che di fatto assegna la responsabilità dell’area della tombinatura del fosso al Comune. L’ingegnere Pistone, in particolare, invita «il Comune ad attivarsi per verificare a quale fattispecie, prevista dalle disposizioni normative è ascrivibile il tombamento, al fine della eventuale sollecita formulazione della richiesta di concessione a questo settore».

La Regione, poi, tira in ballo anche eventuali rischi idrogeologici. «Si chiede infine a codesto Comune – prosegue la comunicazione – se in relazione alla presenza del tombamento, pur nelle more degli adempimenti previsti dagli articoli 4 e 5 della legge regionale, sono state attivate le misure di prevenzione volte a gestire le situazioni di rischio, in relazione alle attività di cui alla direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio 2004. Questo settore rimane in attesa di un sollecito riscontro dei contenuti della presente nota – si conclude la lettera della Regione al Comune – rappresentando la disponibilità a effettuare un incontro tecnico al fine di meglio condividere le necessarie azioni che il Comune dovrà intraprendere».

Ora, dunque, è tutto nelle mani dell’amministrazione. Un faccia a faccia con la Regione potrebbe portare alla conclusione definitiva di un’antipatica storia di burocrazia che si trascina da quasi dieci anni. «Non vogliamo pagare una tassa a nostro avviso ingiusta – dicono i cittadini del Comitato via del Popolo –, che ci viene richiesta dal 2013». —

Tommaso Silvi

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