Il Tirreno

Pontedera

A lezione davanti alle scuole contro la didattica a distanza

Sabrina Chiellini
A lezione davanti alle scuole contro la didattica a distanza

Oggi la protesta degli studenti in alcuni istituti superiori pontederesi «Vogliamo tornare in presenza e che vengano potenziati i trasporti»

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PONTEDERA. A lezione direttamente in piazza. Oggi e domani i ragazzi della “Rete degli studenti medi” insieme al comitato “Priorità alla scuola” organizzano una protesta per farsi sentire contro l a gestione della scuola e delle modalità di insegnamento durante la pandemia.

L’appuntamento per chi decide di aderire all’iniziativa è nel giardino del liceo XXV Aprile e degli istituti Marconi e Pacinotti a Pontedera. Orario di inizio alle 8 (anche se il maltempo rischia di essere di intralcio) per poi restare fino alle 13 a seguire le lezioni di didattica a distanza, rispettando il distanziamento e tenendo rigorosamente la mascherina, spiegano gli organizzatori. Che cosa chiedono? «Che i trasporti aumentino e che migliorino come ci è stato promesso da tempo». E l’annullamento delle prove Invalsi per quest’anno, vale a dire delle prove che servono per valutare l’apprendimento degli scolari che hanno frequentato il terzo anno di scuola secondaria di primo grado (la terza media). Chi protesta vuole che non ci sia alcuna valutazione numerica per il primo quadrimestre.

Chiedono inoltre di «essere coinvolti nelle scelte riguardanti la scuola, con rientro minimo al 50% per tutti gli studenti in presenza. Vogliamo ritornare in presenza, non tolleriamo la posticipazione di quello che è uno dei diritti fondamentali, la scuola», scrivono.

«Il disagio psicologico dei giovani sta aumentando. Non possiamo far finta di non vedere che è in aumento il numero dei suicidi e dei tentativi di suicidi nella fascia di età 12-19 anni. Questo dato ce lo dicono gli studi recenti fatti dal Gaslini di Genova, dall’Istituto Mario Negri di Milano e dall’ospedale regina Margherita di Torino e sono direttamente connessi non con la pandemia ma con la chiusura delle scuole. Dobbiamo smettere di far credere che il contagio sia legato all’apertura delle scuole. Come società dobbiamo assumerci la responsabilità di riconoscere che non siamo stati in grado di organizzare un sistema insicurezza che permetta di garantire il diritto allo studio per tutte e per tutti come sta avvenendo negli altri paesi europei», afferma Barbara Mamone di “Priorità alla scuola” di Pontedera.

Oggi la campanella torna a suonare, pur tra mille incertezze, per materne, elementari e medie, dunque con lezioni in presenza. Gli studenti delle superiori dovranno pazientare ancora. Per loro il 7 gennaio significa ancora didattica a distanza.

“Priorità alla scuola” torna dunque a far sentire le proprie istanze anche in città. Durante la prima fase della pandemia alunni, insegnanti e genitori avevano organizzato una protesta in piazza Garibaldi. Era maggio e nessuno immaginava che la seconda ondata di Covid avrebbe trovato la scuola impreparata. –

Sabrina Chiellini

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