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l’emergenza coronavirus 

Via ai test rapidi per gli studenti Ma il rientro slitta «Serve chiarezza»

Marco Sabia
Via ai test rapidi per gli studenti Ma il rientro slitta «Serve chiarezza»

Controlli per i ragazzi di Checchi, Cattaneo e Marconi La preside Pellittieri: devono decidere i Comuni e le scuole

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FUCECCHIO. Essere studenti ai tempi della pandemia è sicuramente un modo “alternativo” per sperimentare cosa sia l’incertezza: domani gli studenti delle superiori sarebbero dovuti tornare in aula, poi l’altra notte è arrivata l’ennesima doccia fredda che sa di beffa e cioè il rinvio del governo a (forse) lunedì con la didattica in presenza. Ieri mattina gli studenti degli istituti superiori Checchi (Fucecchio), Cattaneo (San Miniato) e del Liceo Marconi (San Miniato) hanno iniziato le operazioni di screening grazie ai tamponi rapidi pagati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato (con la collaborazione di Crédit Agricole). L’operazione coinvolge 2.500 ragazzi.

Questo in attesa della riapertura che era prevista per domani ed è stata rinviata. Per la rabbia e delusione innanzitutto della dirigente del Checchi Genny Pellitteri: «Credo che ci sia poca considerazione nei confronti dei presidi e di chi ha trascorso le vacanze natalizie a lavorare in vista della riapertura in presenza. C’è bisogno di decisioni chiare: le famiglie sono disorientate perché dietro ogni ragazzo c’è una macchina che si muove, senza contare che noi così lavoriamo a vuoto. Penso che si debba lasciare la decisione di quando aprire e come a chi sta sul territorio e lo conosce, come i Comuni (in accordo con noi dirigenti)». La preside, comunque, ha rimarcato l’importanza dei tamponi a studenti, professori e personale scolastico: «Con la chiusura delle attività in presenza si era bloccata la tracciabilità e c’era l’esigenza di mettere un punto per ripartire in sicurezza. Ben vengano iniziative come questa».

I tamponi sono stati pagati dalla Fondazione Carismi, per circa 40.000 euro: grazie alla sinergia con Farm@Rete, Cooperativa Colori e Istituto Sant’Andrea di Empoli. «È difficile riorganizzare la scuola con le ordinanze che si susseguono – ha detto la professoressa del Checchi, Sara Ignesti –. Non credo che la scuola sia il vero problema ma ciò che gli ruota attorno, come i trasporti. La didattica a distanza, sebbene ben organizzata, non ti consente di capire se un ragazzo è interessato o meno, è fondamentale poterli guardare negli occhi».

Ma cosa ne pensano i diretti protagonisti che si sono sottoposti al test rapido? Sara Ferrero dell’Istituto Moda l’ha scoperto a scuola che domani non sarebbe tornata in classe: «Speriamo di rientrare al più presto e in sicurezza. Se serve aspettare qualche giorno, va bene. Certo la didattica in presenza ti consente maggiori possibilità per quelle materie pratiche che noi facciamo».

I tamponi rapidi sono su base volontaria e, teoricamente, si possono sottoporre da qui all’11 gennaio i 1.100 studenti del Checchi, gli 850 del Cattaneo e i 600 del Marconi. «Siamo felici – ha sottolineato Antonio Guicciardini Salini, presidente di Fondazione Carismi – di contribuire a salvaguardare la salute dei nostri ragazzi grazie all’aiuto di Crédit Agricole».

Infine i sindaci dei due Comuni coinvolti, Alessio Spinelli e Simone Giglioli: «Abbiamo condiviso questa campagna – ha spiegato il fucecchiese Spinelli – perché nel comprensorio gli istituti superiori insistono nei nostri territori. È importante tracciare e trovare gli asintomatici, per ripartire in sicurezza. Questo perché il vaccino non è Babbo Natale, per ora servono ancora le accortezze di sempre».

«Questo servizio – ha chiuso il sindaco di San Miniato Giglioli – va a beneficio di tanti comuni, perché i ragazzi vengono da tutto il comprensorio e oltre. Adesso vediamo cosa dirà il comitato tecnico scientifico: se reputa che si può riaprire le porte delle scuole, che sia fatto». —

Marco Sabia

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