Schede e registri elettorali nel casolare, Testai scrive al ministero dell’interno
FUCECCHIO. Com’era prevedibile, prosegue la querelle tra il sindaco Alessio Spinelli e il capogruppo di Forza Italia Simone Testai sulle schede elettorali “parcheggiate” in un podere dell’ex Opera Pia.
Testai aveva rinvenuto scatoloni di vecchie schede e registri, accusando l’amministrazione comunale di negligenza; Spinelli invece aveva paventato possibili denunce nei confronti di Testai per aver sconfinato all’interno di questa proprietà (che è comunale). Dopo le parole di fuoco di Spinelli su Testai, è arrivata la controreplica di quest’ultimo (che nel frattempo ha scritto anche al servizio elettorale del Ministero dell’Interno, oltreché alla Prefettura di Firenze): «La reazione di Spinelli appare scomposta: mi sarei aspettato un “verificheremo il disguido, controlleremo il motivo”, invece annuncia che controllerà i presupposti per azioni legali. Vorrei ricordare al sindaco che l’area di cui si parla è di proprietà comunale: è priva di recinzione attraverso cui chiunque può accedere e c’è un casolare in stato di abbandono che al momento del mio passaggio presentava porte completamente spalancate con il materiale elettorale a bella vista; il Comune evidentemente non è stato diligente nell’esercitare il suo obbligo di custodia».
L’area adesso è stata chiusa coi lucchetti ma a fine novembre - quando il consigliere di opposizione si è recato lì - le porte erano aperte (forse in seguito ad un vandalismo) e si potevano scattare le foto che ha fatto Testai. Il quale poi spiega che, a suo parere, non ha commesso nessuna infrazione entrando nella proprietà: «Ricordo che all’articolo 32 e 33 dello Statuto comunale viene regolato il potere ispettivo, previsto per i consiglieri comunali; prima di allertare le autorità competenti in merito alla possibilità di bivacchi di spacciatori nel luogo citato, che era il mio timore, ho ritenuto opportuno accertare la presenza dello stato dei luoghi da cui è poi scaturito il ritrovamento. Il mio compito istituzionale e di cittadino era quindi quello di informare le autorità competenti così come ho fatto. Intanto, visto che la risposta fin’ora ricevuta non fornisce chiarimenti in merito, ho scritto anche alla prefettura e al ministero dell’Interno, così magari acceleriamo le risposte. Qui a fare politica di basso livello non sono certamente io; piuttosto, si tratta di chiarire che cosa sia successo e evidenziare che quella proprietà, così come altri poderi dell’ex Opera Pia, viene lasciata andare in rovina e utilizzata in modo non consono. A questo il sindaco deve rispondere». —
M.S.
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