Sicurezza
Pubblica Assistenza in lutto per la morte di Mauro Taccola
Era stato trovato positivo al Covid, dopo un lungo ricovero il ritorno a casa ma non era riuscito a riprendersi dalle conseguenze della malattia
CASCINA. Le ambulanze, la divisa da soccorritore e il senso di responsabilità e l’impegno verso gli altri. Questo era Mauro Taccola, 74 anni, di Cascina. Il Covid si è portato via lo storico volontario - era nato a Calci il 26 febbraio 1946 - della Pubblica Assistenza di Cascina. In un mese, dopo che aveva scoperto di essere positivo al virus, Taccola si è lentamente spento anche a causa di una serie di complicazioni subentrate al Covid da cui durante il lungo ricovero in ospedale era anche riuscito a negativizzarsi e a tornare a casa. Un duro colpo per la famiglia e per il mondo del volontariato. Fino a sei giorni prima di cominciare a sentirsi male Mauro era sull’ambulanza dell’associazione di volontariato.
«Ciao zio – scrive il nipote Fabio Taccola – ti voglio ricordare così, durante quei tragici momenti del terremoto e i soccorsi a Nocera Umbra dove arrivammo tra i primi. Come sempre ti eri reso disponibile per aiutare il prossimo e alleviare la sofferenza. E così regalando sorrisi sei andato avanti per oltre 25 anni con quella divisa che hai portato sino a una settimana prima che il Covid ti costringesse al ricovero. C’era la pandemia e non ti sei tirato indietro, sempre in prima linea a soccorrere chi aveva bisogno. Ciao Mauro, che tu possa essere un esempio di come donarsi agli altri».
Quello di Mauro, per gli amici Maurino, è stato un calvario. L’ultimo turno all’Assistenza lo ha fatto la sera del 28 ottobre. Poi i sintomi e un lungo ricovero. Giorni difficili, pieni di ansia. Finalmente dopo alcune settimane aveva lasciato l’ospedale di Cisanello per essere trasferito al Versilia per la riabilitazione. Qui aveva contratto un’altra malattia contagiosa della pelle. Ma era riuscito a riprendersi, tanto che prima di Natale era tornato a casa. Ma la situazione era tale da far temere il peggio. E ieri mattina Taccola non si è svegliato, è stato trovato morto nel letto. A quel punto era chiaro che ogni ulteriore richiesta di soccorso sarebbe stata inutile.
Un vero calvario per il pensionato. La sua morte ha colpito tutta l’associazione. Ieri in tanti hanno fatto visita alla salma, a cominciare dai ragazzi, dai volontari della Pubblica Assistenza, con i quali aveva condiviso tante giornate, pronto a dare una mano ogni volta che c’era bisogno. È vero che dal Covid si può anche guarire ma spesso la malattia debilita così tanto le persone, in particolare chi ha superato una certa età, e spesso può diventare fatale, come ci ricorda la storia di Mauro Taccola. Il volontario lascia la moglie Franca e il figlio Sandro. –
Sabrina Chiellini
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