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A 89 anni sconfigge il Covid, festa per la storica insegnante
Giovanna Dell’Unto Chiavaccini è stata maestra alle scuole Valli e Fucini. Il figlio: «È stata una settimana senza mangiare». La sindaca: «Un esempio»
PONSACCO. A 89 anni e mezzo è guarita dal Covid-19.
La storica maestra elementare, Giovanna Dell’Unto Chiavaccini, che ha istruito generazioni di bambini di Ponsacco, ha dovuto affrontare anche questa grande sfida. Un momento difficile e molto delicato, ma la maestra, che viveva da sola fino allo scorso settembre, non si è mai arresa. In autunno, a causa di un problema di salute della madre, il figlio Stefano Chiavaccini ha deciso di andare ad abitare insieme a lei, per aiutarla. «Un giorno è andata a fare una visita di controllo ed è risultata positiva al virus. E me lo ha trasmesso – racconta Stefano –. È stata un’impresa, perché io sono stato peggio di lei, con la febbre alta. Ho ricordi confusi. È stata una settimana senza mangiare, senza sentire odori e sapori, non sapevo cosa fare».
Sono stati un mese insieme, soltanto loro, isolati dal resto del mondo: solo gli infermieri e i medici dell’Unità speciale di continuità assistenziale (Usca) sono stati autorizzati alle visite. La storica maestra non è mai stata ricoverata, e al quarto tampone si è negativizzata. «Sta riprendendo le forze», conclude Stefano.
Una grandissima forza e determinazione di una donna che ha affrontato il dramma della guerra ma che, nonostante gli ostacoli sul cammino, è riuscita a realizzare i suoi progetti. Nata a Ponsacco nel 1931, ha studiato nei primi anni Quaranta in tempo di guerra a Pontedera, dove andava in bicicletta, e alle magistrali a Pisa che raggiungeva in treno sui carri del bestiame. Si è diplomata nel 1950 e, dopo varie supplenze, la cattedra a Soiana. Per andare a insegnare, ha conseguito una delle primissime patenti di guida a Ponsacco e ha comprato un’automobile, con cui accompagnava al lavoro, tutte le mattine, altre colleghe. Tantissimi ponsacchini, che hanno frequentato le scuole Valli o la scuola Fucini, possono orgogliosamente chiamarla “maestra”.
Dal primo giorno di settembre 1987 è andata in pensione. La sua vita da scolara prima e da insegnante elementare dopo, è stata raccolta in un manoscritto che tiene custodito gelosamente. «Cerco di ricordare e di poter rivivere non solo gli anni belli che mi hanno dato tante soddisfazioni – si legge nel suo diario – ma anche anni con periodi difficili, tristi, superati grazie a molti sacrifici e soprattutto all’aiuto economico, alla comprensione e all’affetto dei miei familiari, di tanti amici, colleghi e di bravi insegnanti».
La guarigione dell’ex maestra è stata salutata anche dalla sindaca Francesca Brogi: «Che la sua storia possa essere di esempio e di incoraggiamento per tutti noi». —
Giulia Zamponi
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