Sicurezza
Una staffetta di luce e di alabastro per sognare la Capitale della cultura e il rilancio post-Covid
In piazza dei Priori è andato in scena “Volterra illumina” con il portacandele passato di mano tra i sindaci come fosse un vero testimone
l’iniziativa
Una staffetta virtuale ma anche pratica coi social network a scandire i tempi dell’ultima iniziativa prima della nomina della prossima Capitale italiana della cultura per il 2022, ma anche il lavoro di tutti i giorni degli alabastrai come elemento da valorizzare per la rinascita della città.
“Volterra illumina” è andata in scena ieri tra Facebook e piazza dei Priori. È l’ultimo evento pubblico del programma di candidatura prima della presentazione del dossier (14 o 15 gennaio) e la proclamazione del vincitore (18 gennaio)A metà pomeriggio è stata pubblicato un video su “Volterra 2022 - Capitale italiana della cultura” in cui il sindaco Giacomo Santi accende un “I Lumina”, il portacandele in alabastro ideato dalla designer di fama internazionale Luisa Bocchietto, passandolo idealmente ai sindaci delle 53 amministrazioni comunali sostenitrici della candidatura per poi finire col presidente della Regione Eugenio Giani (presente il consiliere regionale Andrea Pieroni in rappresentanza della Regione all’iniziativa di piazza dei Priori). Poi, dal vivo nel cuore della città etrusca, ancora Santi ha raccolto il testimone passandolo agli alabastrai e ai cittadini presenti con i loro “I Lumina” acquistati durante il periodo di Natale che hanno toccato quota mille dal punto di vista delle vendite.
Ma quella di ieri è stata anche una staffetta vera e propria con due atleti di Vicopisano, Cristina Cettuzzi e Fabio Cei, partiti dal borgo del Brunelleschi con i portacandele passandoli poi al sindaco Matteo Ferrucci che ha corso gli ultimi metri facendo il suo ingresso in piazza dei Priori in versione runner con fascia tricolore, accolto dal collega volterrano.
«È un momento davvero particolare – ha sottolineato l’assessore alle culture della città etrusca Dario Danti –. Siamo alla resa dei conti di un percorso ma dobbiamo essere orgogliosi dell’idea di cultura partecipativa con al centro il rilancio della città. Abbiamo costruito un dossier insieme ai giovani e alle associazioni, ricevendo una risposta eccezionale dal nostro territorio, ma anche dalle zone al di fuori della Valdicecina. È stato un progetto organico che può diventare davvero strategico alla luce della difficile situazione che stiamo vivendo a causa della pandemia da coronavirus».
Ma quello che ha contraddistinto questo anno così particolare è stato anche la scelta di puntare alla cura del quotidiano, oltre che al lavoro sul grande obiettivo rappresentato dalla corsa a Capitale della cultura. «Secondo me – aggiunge Danti – siamo stati bravi a rendere ordinario lo straordinario e viceversa. Mi riferisco a quanto siamo riusciti a fare in termini di numeri durante il periodo estivo, curando i musei e l’accoglienza in città. Ma anche ciò che stiamo facendo dall’autunno, durante il secondo momento di chiusura dei luoghi d’interesse storico, in cui stiamo ristrutturando i nostri maggiori centri espositivi con i lavori di manutenzione svolti dai dipendenti della cooperativa che non hanno mai perso un giorno di lavoro». —
A.Q.
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