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spazzatura a peso d’oro 

Scoppia la bufera sull’aumento della Tari «Inaccettabile, aziende già stremate»

S.C. ;
Scoppia la bufera sull’aumento della Tari «Inaccettabile, aziende già stremate»

La protesta di Confcommercio. «Siamo indignati, anche perché gli aiuti previsti sono rallentati dalla burocrazia»

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CASCINA. L’aumento della Tari svelato nell’ultimo consiglio comunale non solo ha diviso la maggioranza ma ha suscitato l’immediata reazione della Confcommercio. Il rincaro non è frutto di questi giorni, le scelte che riguardano la gestione dei rifiuti arrivano da lontano, così come il percorso che ha portato verso Retiambiente. «Mi auguro con tutto il cuore che l’aumento sia una fake news, perché non posso credere che, dopo un anno come quello che abbiamo vissuto, con tutte le conseguenze disastrose che le imprese hanno subìto e stanno ancora vivendo sulla propria pelle, in un clima di incertezza assoluta dove ogni previsione è un azzardo e davanti allo spettro di migliaia di chiusure di attività, il Comune di Cascina possa autorizzare un piano di aumento della spazzatura», dice Federica Grassini, presidente di Confcommercio Provincia di Pisa. Era scontato, visti i tempi, che l’aumento avrebbe innescato alcuni malumori. «Se vogliono le chiavi delle nostre imprese, ce lo dicano e le consegniamo direttamente in Comune», aggiunge la presidente di Confcommercio. Calcoli alla mano, Grassini ricorda come «le imprese del comune pagano 3 milioni e mezzo di euro per un servizio che lascia molto a desiderare. I fatturati sono più che dimezzati, e mentre gli imprenditori e i commercianti lottano con tutte le loro forze per salvare aziende e posti di lavoro, c'è chi nelle istituzioni si impegna per aumentare le tasse. Tutto questo è paradossale, ingiusto, irricevibile, irragionevole e ci indigna».

Per il servizio dei rifiuti Cascina paga a Geofor oltre sei milioni di euro all’anno. E almeno in teoria, visto il numero degli abitanti, pur avendo una quota societaria ridotta, corrisponde annualmente una cifra che la pone nel novero dei Comuni che dovrebbero avere un maggior peso nelle scelte di gestione. «Il carbone della Befana è arrivato in anticipo ed è l’ aumento della Tari – incalza il presidente di Confcommercio Cascina Marcello Mosca –. Non lavoriamo, non incassiamo, abbiamo mille difficoltà. Dovrebbero darci una mano e invece ci aumentano le tasse. E anche quando accolgono le nostre richieste, la burocrazia e le complicazioni sono così soffocanti che i benefici previsti neanche arrivano». Il riferimento è al recente bando per ottenere dal Comune il contributo del 10% sull'importo Tari da pagare. «Appena dieci giorni di apertura, bando comunicato in ritardo, e con clausole che ne rendevano difficile l'accesso, tra cui aver già pagato anche l'ultima cartella. Anche per quei pochi aiuti che ci sono, le condizioni sono così complicate che le imprese non ne possono beneficiarne».

La questione è complessa e molteplici le probabili responsabilità, come ha detto il consigliere di maggioranza Fabio Poli quando ha votato contro il piano economico-finanziario 2020 e alla forzata adesione a Retiambiente. Già dall’anno scorso Geofor ha aumentato il costo del servizio di 115mila euro senza mai spiegare - su questo Poli e i 5 Stelle hanno insistito - da cosa derivava l’aumento. La nuova tariffa conseguente all’applicazione di Arera è il risultato della media degli ultimi tre anni. «Ma qual è il costo effettivo del servizio in questi tre anni?», Poli lo ha chiesto anche all’ultimo consiglio. «Nessuno lo sa – aggiunge il consigliere –. Geofor non ha mai voluto fornire questo dato. L’atteggiamento è quello di dire “Pagate e zitti” perché sa di essere politicamente coperto». —

S.C.

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