Sicurezza
Nel progetto c’è il ritorno del battello fluviale fermo ai box da due anni
pontedera. È nato nel 2008, grazie all’idea del giornalista Mario Mannucci. In dieci anni ha portato sul fiume “di casa nostra” circa 40mila persone. Ora, però, è sparito. Da due anni non si sente più parlare di lui. È il battello fluviale. Partenza da “Bocca d’Era”, lungo la Tosco Romagnola, poi dritto fino a La Rotta, sul fiume, tra racconti e aneddoti curiosi.
Un’attrazione che piaceva ai pontederesi e non solo, interrotta nel 2019, quando il ballottaggio delle elezioni amministrative aveva ingarbugliato l’iter per mettere in acqua l’imbarcazione. L’estate 2020, invece, è stata quella del Covid.
E il battello è rimasto fermo ancora una volta. Ma ora la Canottieri Pontedera, del presidente Leonardo Pettinari, vuole riprendere la tradizione del battello. «Quando abbiamo dialogato con l’amministrazione comunale della nostra volontà di ampliare la struttura della società e riqualificare il Parco dei Salici, abbiamo affrontato anche il discorso del battello. Per noi – spiega Pettinari – non ci sono problemi, ma deve essere trovato un accordo. Al momento, purtroppo, il dialogo con l’amministrazione si è interrotto».
Pettinari, poi, racconta come mai per la Canottieri, la gestione del battello, sarebbe particolarmente gradita. «Il fiume è la nostra casa. Lì dentro noi costruiamo le nostre fortune. Con noi si allenano anche gli atleti delle Fiamme Rosse, in Era e in Arno crescono dei potenziali campioni. Queste acque per noi significano molto, e sarebbe bello poterle far conoscere ai visitatori». Ma ci sono anche dei problemi da risolvere. «L’amministrazione ha deciso dal primo momento che la corsa in battello deve essere gratuita, e credo che sia giusto. Però l’imbarcazione ha dei costi fissi che vanno affrontati, e di questo ci piacerebbe parlare con il Comune. La nostra volontà è quella di impreziosire la zona del Parco dei Salici, farlo diventare un punto di aggregazione sociale, di divertimento, anche nei mesi invernali. Chiediamo di dialogare con le istituzioni per iniziare a lavorare in modo concreto. A maggio – rivela Pettinari – vorremmo riaprire anche il nostro bar all’interno del parco, se la pandemia ce lo consentirà. Abbiamo tanta voglia di fare, per il nostro sport e per la nostra città». —
T.S.
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