Gioco
Lutto per la famiglia di calzaturieri Ferradini Muore a 66 anni Daniela
CASTELFRANCO. Era stata ricoverata per Covid e lo aveva superato, ma alla fine sono stati gli effetti e le complicazioni della lunga degenza a causare il drammatico epilogo di sabato sera all’ospedale di Empoli.
Se n’è andata così, all’età di 66 anni, la castelfranchese Daniela Ferradini, conosciutissima nella cittadina del Valdarno, soprattutto per la lunga attività di famiglia nel settore della calzatura.
Figlia di Faro Ferradini, fondatore e proprietario dell’omonimo calzaturificio di via Tabellata che aveva inaugurato la stagione del calzaturiero castelfranchese, Daniela aveva lavorato nell’azienda di famiglia, insieme al fratello Daniele, fino alla chiusura avvenuta alla fine degli anni Novanta, quando era entrata all’interno di un altro calzaturificio di Castelfranco.
Da ormai 10 anni, però, lottava con una grave malattia degenerativa che certo non l’ha aiutata a superare gli effetti della degenza in ospedale: ricoverata per Covid il 1° novembre e dimessa pochi giorni prima di Natale, le sue condizioni sono rapidamente peggiorate fino a richiedere una nuovo ricovero in ospedale dal 28 dicembre.
La donna lascia il marito Massimo Papini e i due figli Duccio e Stefano. In tanti, del resto, la conoscevano anche come la nuora dell’indimenticato Gastone Papini, storico proprietario del cinema di Castelfranco scomparso appena due mesi fa all’età di 96 anni.
«Una persona semplice e sorridente – la ricordano i familiari – innamorata della vita nonostante il grave male che l’aveva colpita».
Esposta da ieri all’ospedale San Giuseppe di Empoli, la salma di Daniela Ferradini arriverà questa mattina nella chiesa dei Caduti in piazza Vittorio Veneto a Castelfranco, dove sarà allestita la camera ardente. Il funerale è stato fissato per domattina alle 10: al termine della funzione religiosa nella chiesa Collegiata, la salma sarà tumulata nella cappella della famiglia Papini all’interno del cimitero di Fucecchio.
Per l’occasione i familiari hanno chiesto di non ricevere fiori ma opere di bene, annunciando che le donazioni raccolte saranno devolute alla Caritas e all’Associazione italiana sclerosi multipla. —
Giacomo Pelfer
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