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Schede e registri elettorali nel casolare, il sindaco minaccia azioni legali

Marco Sabia
Schede e registri elettorali nel casolare, il sindaco minaccia azioni legali

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FUCECCHIO. Il ritrovamento di schede e registri elettorali di passate elezioni e referendum all’interno di un casolare dell’ex Opera Pia (da oltre vent’anni proprietà comunale) continua a far discutere: dopo le accuse del consigliere e capogruppo di Forza Italia Simone Testai (che aveva trovato questo materiale all’interno di un podere), è il sindaco Alessio Spinelli a rispondere.

Testai ha - dopo aver fatto un esposto ai carabinieri a seguito del ritrovamento - redatto anche un’interrogazione, che verrà poi discussa nel prossimo consiglio comunale. Ma nel frattempo il sindaco Spinelli non ci sta e prova a ribaltare il fronte delle accuse: «Che ci faceva Testai all’interno di una proprietà privata dove ci sono numerosi divieti di accesso? E poi perché, invece di avvertire tramite giornali, non ha alzato il telefono e mi ha chiamato per segnalarmi quello che è accaduto? Per me si tratta di un’azione politica di basso livello, squallida».

Spinelli sostiene che gli accessi siano chiusi, mentre Testai dice il contrario; al momento le porte sono state chiuse con alcuni lucchetti, ma non è chiaro da quanto tempo.

Alla proprietà si arriva sia dal bosco che da via di Rimedio e il rappresentante di opposizione in consiglio comunale a Fucecchio pensava che l’edificio fosse “abitato” da spacciatori (vera piaga nella zona delle Cerbaie ndc), che potevano aver trovato un riparo di fortuna.

In ogni caso Spinelli va all’attacco e spiega perché quel materiale (tra cui sono presenti schede e registri delle elezioni comunali del 2009 e del referendum del 2011) si trova in quel luogo: «Dovremo fare ulteriori valutazioni e se qualcuno in passato ha sbagliato se ne assumerà le conseguenze. Ma in base alle verifiche che ho potuto fare dopo aver letto la notizia ho ricostruito che schede, registri e tutto il resto era stato portato al casolare dal personale del cantiere comunale, chiuso negli scatoloni, in ordine e non abbandonato. Questo su richiesta della vecchia pretura di Empoli da cui era partita la richiesta di aiuto per far spazio nei loro archivi. E noi non abbiamo spazi illimitati, per cui all’epoca fu fatta questa scelta. Se poi qualcuno entra, fa un atto vandalico e spacca le porte e rovista nella documentazione, è colpa del Comune? Né Testai né altri hanno titolo ad entrare lì e valuterò con un avvocato se ci sono gli estremi per un’azione legale. E poi perché non ci ha subito avvertito, così avremmo potuto attivare la polizia municipale e fare un sopralluogo?».

Insomma, dalle parole del sindaco di Fucecchio emerge come la questione si porterà dietro parecchi strascichi, al netto delle storiche ruggini tra il primo cittadino e il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. —

Marco Sabia

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