Sicurezza
Petardo incendia tre cassonetti accanto a un palazzo
Proteste per i fuochi d’artificio fatti scoppiare nonostante l’ordinanza del sindaco con i divieti e le limitazioni
CASCINA. Il sindaco Michelangelo Betti l’ordinanza l’aveva anche firmata il 29 dicembre introducendo una serie di limitazioni e divieti per l’accensione di fuochi d’artificio nel periodo dal 30 dicembre al 6 gennaio. Ma anche i cieli di Cascina sono stati colorati da un’esplosione di fuochi d’artificio sparati sia in campagna che nei centri abitati.
Non ci sono stati particolari incidenti, stando a quanto riferito dalle forze dell’ordine, anche se in via Tosco Romagnola, vicino a Cascina, in seguito allo scoppio di un petardo sono andati a fuoco tre cassonetti dell’immondizia. Il fuoco ha danneggiato la parete esterna di un condominio ed è stato spento dai vigili del fuoco di Cascina. Sui danneggiamenti indagano i carabinieri. Insomma, anche con i divieti e una fastidiosa pioggia, l’arrivo del 2021 è stato salutato con petardi e giochi pirotecnici sotto le finestre di tante case.
Un “bombardamento” diffuso che ha innescato le proteste di chi pensa alla tutela degli animali, che invece sono stati spaventati da un mare di rumori con una serie di proteste sui social.
Scopo dell’ordinanza era anche quello di evitare fenomeni spontanei di aggregazione di persone che, anche in violazione dei divieti stabiliti con i provvedimenti legati al coprifuoco, principalmente nelle vie e piazze del centro cittadino, «utilizzino per i festeggiamenti di rito fuochi di artificio, petardi e altro materiale pirotecnico provocando in tal modo allarme e pericolo per la pubblica incolumità, così come per la quiete pubblica non disgiuntamente dai pericoli per la salute pubblica derivanti da tali assembramenti spontanei», si leggeva nel provvedimento adottato da Cascina. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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