La protesta
Schede elettorali trovate in un casolare nel bosco
Negli scatoloni anche i registri delle votazioni 2009 e 2011 Esposto ai carabinieri e interrogazione di Testai (Forza Italia)
fucecchio. Un ritrovamento quantomeno bizzarro, visto che scovare praticamente un intero seggio elettorale (comprese le schede e i registri degli elettori) all’interno di un podere abbandonato (dell’ex Opera Pia) è indubbiamente raro. A trovare il materiale è stato il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Simone Testai durante una passeggiata nei boschi delle Cerbaie.
Tra le schede che si vedono ci sono quelle delle elezioni comunali 2009 e quelle del referendum del giugno 2011. Oltre a schede e registri, ci sono anche le sedie e i banchi, come se appunto un seggio (o più di uno) fosse stato “parcheggiato” in questi locali dell’Opera Pia. Testai, oltre a presentare un’interrogazione all’amministrazione comunale nella quale chiede il perché di questo “smaltimento” e chi ha gestito il procedimento, ha fatto un esposto anche ai carabinieri.
«Visto che – scrive Testai – quei documenti che dovevano essere prima conservati e poi riciclati, contengono dati sensibili di tutti i cittadini votanti del nostro comune, abbiamo presentato anche una interrogazione per chiedere maggiori chiarimenti in merito. In un mondo dove la tutela della privacy impera, soprattutto proprio nella pubblica amministrazione, dove il riciclaggio viene sbandierato da tutte le parti politiche, è inaccettabile che documenti come quelli citati vengano abbandonati a se stessi in un vecchio casolare. Ci auspichiamo che non ci siano violazioni di legge, ma quel che è certo che la cialtronaggine dell’amministrazione nel conservare documenti elettorali è stata pari solo alla sua saccenza nel pensare di saper ben amministrare».
Guardando le foto si vede che uno dei seggi è il 17, che è quello di Torre. Poi su alcuni scatoloni c’è scritto “7” e “11”, numeri che potrebbero riferirsi ai seggi del capoluogo che si trovano nelle scuole professionali di via Gramsci e alla primaria Pascoli. La normativa prevede che le schede già votate siano di responsabilità del Comune per almeno 5 anni dopo il voto. Poi passato questo lasso di tempo le aziende che si occupano del ritiro dei rifiuti possono destinare tutta questa carta alla raccolta differenziata. Non si capisce come quelle schede siano finite lì, perché sicuramente l’ex Opera Pia (pur essendo da decenni un bene comunale) non è sicuramente adibita al ruolo di “magazzino” per la conservazione delle schede già votate. Quale anello della filiera dello smaltimento si è inceppato? Chi ha abbandonato tutto quel materiale cartaceo e non solo lì e perché? E poi essendo questo podere facilmente accessibile, chi vuole può andare a “consultare” il materiale elettorale, scoprendo magari chi ha votato e chi no. —
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