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“Navigando”, il teatro comunale sfida la pandemia con l’online
Capannoli. A teatro il 24 dicembre, il 25 e anche ieri. E poi di nuovo oggi e tutti i giorni sino all’ultimo dell’anno. Senza recarsi al botteghino, ma collegandosi su Facebook. Senza la magia del rapporto diretto tra attori e pubblico, ma conservando la forza della recitazione. Senza il calore dell’applauso finale, ma non per questo rinunciando al calore del pubblico. È il teatro dell’era Covid a cui si sono “adeguati” anche il teatro comunale di Capannoli e la Compagnia del bosco. In questi giorni è online la rassegna “Navigando... aspettando di uscire dalla tempesta - Una tantum di spettacoli on-line”. Non solo un modo per continuare a fare spettacoli, ma per resistere e sopravvivere.
I piccoli teatri e le piccole compagnie in questi giorni combattono per uscire dall’anonimato e dal rischio di diventare “invisibili”. Le strutture più grandi godono dei finanziamenti del Fondo unico per lo spettacolo. Gli altri, pur costituendo la base di un settore che nel 2019 ha rappresentato il 16% del Pil italiano, rischiano di essere cancellati dalla pandemia.
«Chi è piccolo rischia di non avere i requisiti fiscali e contributivi per accedere a finanziamenti minimi – spiega Andrea Lupi –. In parte la colpa è delle amministrazioni locali, regionali e nazionali. In parte degli enormi tagli alla cultura nel corso degli anni. In parte degli stessi artisti che non sono mai stati capaci di creare un sindacato riconosciuto perché impegnati in una lotta all’ultimo sangue dove l’individualismo la fa da padrone».
Da qui la scommessa del rilancio tramite la rassegna “Navigando”. Si è partiti la vigilia e il giorno di Natale con il concerto dei St. Jakob’s (uno dei migliori cori gospel italiani, 40 elementi guidati da Massimo Bracci) registrato nel dicembre 2018 nel teatro comunale di Capannoli. Si è proseguito ieri con “L'anno in cui era la peste a Pisa”, scritto e interpretato da Federico Guerri che, partendo da un fatto storico accaduto nel 1630, ha portato sul palco la sua vis comica intelligente e pungente.
Oggi e il 30 dicembre andrà in onda la prova generale di “Ci chiamavan matti-voci di muto amore” de La Compagnia del bosco con Gianni Calastri che porta in scena la “corrispondenza negata”, cioè le lettere mai inviate scritte dagli ospiti dei manicomi di Volterra, Siena e Arezzo. Domani sarà il turno di “Patrimonio Italia - La meraviglia della Bellezza”, documentario-spettacolo in lingua spagnola prodotto da La Compagnia del bosco/Ponte tra culture, proprio in questi giorni in onda nelle televisioni del Sud-America. Quindi martedì “Come un fiore sulla pelle” del percussionista Valerio Perla che porta il pubblico in un viaggio popolare tra Cuba e Napoli. Infine, l’ultimo dell’anno, la replica del concerto dei St. Jakob’s.
Un cartellone ricco, che avrebbe sicuramente riempito il teatro comunale di Capannoli. Una serie di spettacoli che avrebbero consentito incassi al botteghino utili a far proseguire le attività. Spettacoli che ora vanno online per resistere e per non fare scomparire il teatro. Perché anche in futuro si possa dire: «Signore e signori, buonasera e benvenuti. Buona visione e buon ascolto, ma soprattutto buon Natale». Con l’augurio di ritornare presto sulle poltroncine del teatro. —
G.B.
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