Toscana
Oltre mezzo milione di aiuti da marzo dal municipio
pontedera. Più di mezzo milione di euro. Ecco quanto è costata finora la “crisi coronavirus” a Pontedera. Da marzo a oggi il Comune ha erogato aiuti per oltre 500mila euro. Circa la metà dei soldi arriva direttamente dalle casse comunali, il resto dallo Stato.
«Stiamo assistendo a qualcosa di mai visto prima, lavoriamo a pieno ritmo per cercare di non lasciare indietro nessuno. Ma siamo convinti che ci siano ancora tanti casi di povertà sommersa. Molte persone si fanno aiutare da parenti e familiari. Sono poveri, ma non li vediamo perché non chiedono aiuto alle strutture pubbliche».
Carla Cocilova è l’assessora al sociale del Comune di Pontedera. Ha passato una vita negli angoli più difficili del pianeta a occuparsi di cooperazione internazionale. «Paragonare le zone di guerra a una città come Pontedera non è corretto. Sono situazioni completamente diverse. Ma posso dire che anche qui, ora, c’è una vera fase di emergenza. Ho passato le notti a riempire le buste con i buoni alimentari destinati alle famiglie bisognose. Nell’estate del 2019 - racconta Cocilova - quando sono stata nominata assessora dal nuovo sindaco Franconi non mi sarei mai aspettata di vivere un’esperienza del genere».
Avanza il virus. E con lui la povertà. Per questo l’amministrazione, ad aprile, ha dato vita all’Emporio civico. Un ente, con sede in via Fratelli Bandiera, accanto al comando della Polizia municipale, che si occupa di aiutare le famiglie in difficoltà economica. Da marzo a oggi il Comune, anche attraverso l’Emporio civico, gestito dalla cooperativa Arnera, ha erogato 193.588 euro di contributi sociali. Sono 104.300 euro, invece, i fondi destinati ai buoni spesa spendibili dai nuclei familiari poveri nella grande distribuzione. I buoni utilizzabili solo nei piccoli negozi di quartiere sono costati 28.195 euro. L’Emporio civico, per l’acquisto di cibo e altri prodotti da destinare ai bisognosi, ha speso 84.164 euro. La somma fa 410.247 euro. Di recente, però, il Comune ha erogato altri 126mila euro in supporto alle misure di sostegno citate sopra. Soldi in cui sono compresi anche 30mila euro per buoni spesa non alimentari. L’Emporio civico, da marzo a oggi, ha affrontato 1.172 casi di povertà. E nelle ultime settimane sono arrivate altre 430 richieste di aiuto. Sono ancora in fase di valutazione. Perché anche in un momento tragico come quello attuale, non mancano gli sciacalli. «C'è chi prova ad approfittarsi della situazione. Il Comune però - spiega in conclusione l’assessora - ha organizzato un accurato sistema di controllo, soprattutto per quanto riguarda i contributi economici. Vogliamo essere certi che i soldi dello Stato vadano davvero a chi ne ha bisogno. Ma la vera sfida inizierà quando il Covid se ne andrà. Lasciando dietro di sé un contesto sociale devastato». —
T.S.
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