La protesta
Il progetto: un maxi magazzino della solidarietà per la raccolta
pontedera. Un maxi magazzino della solidarietà nella zona industriale di Pontedera. Per riuscire a soddisfare la richiesta di cibo da parte delle famiglie bisognose della Valdera. Dall’inizio della pandemia le richieste di aiuto sono più che raddoppiate. Ogni associazione, più o meno grande, prova a fare la sua parte, distribuendo pacchi alimentari. Ma l’emergenza non si ferma. Anzi, accelera. Attualmente in provincia di Pisa sono 55 gli enti che combattono la povertà. Pasta, tonno, latte, farina, riso. Prodotti donati soprattutto dai colossi della grande distribuzione. Il centro di raccolta principale per l’area della Toscana centrale si trova a Firenze. «Da lì ogni giorno partono bilici con 15-20 pancali di cibo diretti nel Pisano. Un’associazione, a rotazione, raccoglie le provviste e da Pisa o da Firenze le porta in Valdera per tutti. Dobbiamo però cambiare metodo, perché i casi di povertà sul nostro territorio crescono ogni giorno e serve una risposta organizzata nei dettagli».
A parlare è Eugenio Leone, coordinatore provinciale del Banco Alimentare. L’ente che, a livello nazionale, si occupa di gestire le grandi donazioni di cibo. Ad aprile Leone ha presentato un progetto al Banco Alimentare. Un piano che, ora, è a un passo dal diventare realtà. «Abbiamo fondato RetiAlimentiamo, un’associazione che racchiude la stragrande maggioranza dei soggetti che fanno distribuzione di cibo in Valdera. C’è la San Vincenzo de’ Paoli, la chiesa evangelica Fonte di Vita, la Misericordia, la parrocchia di San Giuseppe e il Centro di Aiuto alla Vita. La nostra volontà - racconta Leone - è quella di allestire un magazzino a Pontedera. Far arrivare qui i mezzi pesanti con le donazioni, per gestire direttamente gli aiuti nella nostra area».
L’associazione c’è. Ora deve iniziare a lavorare per bruciare le prossime tappe: trovare un fondo in affitto nell’area industriale, dove far scaricare i bilici, e reperire alcuni mezzi per la consegna degli alimenti alle varie strutture di carità della Valdera. «Stiamo lottando contro il tempo, e a breve contiamo di riuscire a portare a termine il progetto. Avere un magazzino a Pontedera - dice ancora Leone - significa risparmiare soldi, considerato che i trasporti da Firenze costano. Se il cibo arriva qui e lo smistiamo da qui, siamo anche più veloci nel soddisfare i bisogni».
RetiAlimentiamo, dunque, è un’associazione che nasce dalla crisi. «Siamo alle prese - conclude Leone - con persone che chiedono un sostegno alimentare ogni giorno, che senza l’aiuto delle associazioni non hanno davvero da mangiare. C'è gente che fino a ieri conduceva una vita normale, e che con l’arrivo del coronavirus ha perso lavoro, soldi e cibo». —
Tommaso Silvi
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