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Feriti trasportati a Cecina, polemica sui tagli alla sanità

Feriti trasportati a Cecina, polemica sui tagli alla sanità

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VOLTERRA. «Una decisione presa dal medico del 118. Che è insindacabile». Così l’Asl Toscana Nord Ovest sul trasferimento di tre persone, compreso un bambino di due anni, all’ospedale di Cecina, invece che a quello di Volterra, dopo un incidente automobilistico avvenuto l’altro giorno a Pomarance. Una scelta dettata, secondo quanto spiegato dall’Azienda sanitaria, dai traumi riportati dai feriti che, alla fine, si sono rivelati lievi. Ma che, inizialmente, potevano sembrare ben più gravi.

Ma aver imboccato la strada di Cecina invece che quella di Volterra ha aperto l’ennesima polemica politica sul depotenziamento dell’ospedale Santa Maria Maddalena. Ad alzare la voce è il gruppo di opposizione in consiglio comunale, Uniti per Volterra (UpV) e Sos Volterra, l’associazione che lotta contro i tagli alla sanità.

«Non ci lamentiamo se i nostri comuni continueranno a spopolarsi - dice il capogruppo di UpV Paolo Moschi - perché questa è la strada tracciata, e questo è il risultato di scelte politiche avvallate dalla Regione, con il beneplacito di molti tecnici, scelti scrupolosamente da qualcuno. Chiederemo ufficialmente quali prestazioni siano state offerte a Cecina, per poter valutare oggettivamente se il trasporto risulti opportuno o improprio. Chiediamo e chiederemo in tutte le sedi, istituzionali e politiche, che la sanità sia amministrata da medici non politicizzati, che non facciano distinzioni tra ospedali, e che lavorino affinché in ogni presidio ci siano almeno le funzioni di base garantite. Tra queste il pronto soccorso, con l’emergenza-urgenza. Ci sembra una logica di buon senso, sconosciuta purtroppo al Pd».

E ancora: «Chiediamo al nuovo assessore regionale Simone Bezzini di venire a visitare l’ospedale di Volterra e di venire presto. Per rendersi conto di quanto sia stato spogliato».

Secondo i rappresentanti di Sos Volterra, «questi eventi si stanno ripetendo ormai senza soluzione di continuo, nell’ultimo anno. Mai si era vista una così continua e serrata predisposizione ad usare il pronto soccorso di Cecina. Stavolta anche per traumi lievi». Dall’associazione aggiungono che «è chiaro che l’ultima parola spetta al 118, ma i casi che possono essere trattati a Volterra non devono scivolare altrove, nel silenzio o con l’acquiescenza di chi dovrebbe far sentire la propria voce. Volterra ha evitato, proprio qualche anno fa, dopo il piano di area vasta, il declassamento del pronto soccorso a “funzioni di pronto soccorso”, ma se poi non si fanno arrivare pazienti, qualcuno prima o poi tirerà fuori i numeri che mancano e gli scarsi accessi, riproponendo i tagli e la necessità di declassarlo». —

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