Il Tirreno

Pontedera

La fede alle prese con la pandemia rivoluziona le celebrazioni

Paolo Falconi

I parroci costretti ad anticipare la messa della vigilia e a contingentare l’ingresso negli edifici religiosi

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Nel mondo pagano, affamato di luce, si era sviluppato il culto al dio Sole. Sol invictus, invocato nel suo sorgere. «Anche se il sole rinasceva ogni giorno, si capiva bene - scrive nella sua enciclica Lumen fidei papa Francesco - che era incapace di irradiare la sua luce sull’intera esistenza dell’uomo. Il sole, infatti, non illumina tutto il reale, il suo raggio è incapace di arrivare fino all’ombra della morte, là dove l’occhio umano si chiude alla sua luce».

Ecco la “vera luce” nella notte del 25 dicembre, dopo essere stata festeggiata da popoli di culture e religioni diverse tra loro le cui attività lavorative, essenzialmente agricole, erano in completa sintonia con il corso del sole: la paura che il sole potesse perdere forza e non rinascere durante l'inverno doveva essere esorcizzata con riti e feste che avessero lo scopo di aiutare il sole nel momento di minor forza.

Quando l'imperatore Costantino nel 330 d.C. si convertì al cristianesimo, il 25 dicembre si cominciò a festeggiare non più il Natalis solis ma il Natalis Christi. Che poi si completa con la Lumen Christi della veglia pasquale.

Mezzanotte? Perché la mezzanotte? Perché è il mezzo, come dice la parola, della notte. Aspettando la luce del giorno dopo. E per chi ha il dono della fede, aspettando la luce di Cristo a liberare i cuori. Ed ecco perché si sono rincorse le polemiche sull’anticipazione dell’inizio dei riti.

Poi si è infiltrato il consumismo, ma è un segno della voglia del genere umano di fratellanza con lo scambio dei doni, e degli auguri. In questo Natale che si avvicina non sono permessi per questioni di lotta al coronavirus, così come non sono consentiti ritrovi familiari di rilevanza intorno alla tavola imbandita. Altro segno, se vogliamo, pagano, ma che sta a confermare come lo stare insieme sia segno di pace. Che poi è la luce del mondo. —

Paolo Falconi

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