Gioco
«Ho fatto bene ad installare le telecamere»
PONTEDERA. «Il video che ha ripreso le varie fasi dell’aggressione è inquietante». Marco Fantozzi, amministratore del condominio del Palazzo Rota, ha subito messo a disposizione dei carabinieri le immagini dell’aggressione, avvenuta tra le 10.30 e le 11. «Non è facile, specialmente di sera, muoversi nella zona della stazione. Ma quello che è successo stamattina (ieri per chi legge, ndr) è davvero incredibile. Probabilmente il giovane non si è accorto che c’erano le telecamere, altrimenti non si spiega il suo atteggiamento disinvolto anche quando si è allontanato per le strade della città».
Fantozzi non nasconde le sue preoccupazioni. Che poi sono le stesse che hanno i cittadini, soprattutto chi vive nel quadrilatero di strade intorno a piazza Unità d’Italia. «Ho fatto installare le telecamere all’ingresso del palazzo perché già c’era un malessere. Quello che è successo dimostra che ho fatto bene. Le aumenterò, la videosorveglianza aumenta la sicurezza. Ma credo che sia necessaria anche una riflessione mettendo insieme Comune, cittadini e forze dell’ordine per trovare una soluzione ai problemi del quartiere».
Se chi abita nel palazzo dell’aggressione preferisce non alzare polveroni (forse non lo fa anche per paura), non mancano i residenti che, invece, chiedono maggiore vigilanza. «Le pattuglie ci sono – dice una dipendente della Piaggio che ogni mattina all’alba attraversa le strade del quartiere – ma non sono sufficienti. Ci vorrebbero servizi di controllo con personale a piedi». Di questo è convinta Simonetta Reali, pur spiegando che non è sua intenzione aprire una polemica fine a se stessa, vuole cercare soluzioni. «I problemi li conoscono tutti e ormai da anni – dice Fabiano Bagatella – c’è lo spaccio ai giardinetti e alla stazione. Ma soprattutto noi residenti ci chiediamo come mai, anche ora che siamo in piena pandemia, ci sono molti giovani che si ritrovano nei giardinetti. Stanno in gruppo, non si capisce cosa facciano per tutto il giorno. In compenso i marciapiedi e i portici sono diventati orinatoi a cielo aperto. I controlli ci sono ma quando le pattuglie delle forze dell’ordine sono passate tutto ritorna come prima. Intanto le nostre case hanno perso di valore, ma anche questa è storia vecchia».
Elsa Santernecchi, pensionata, abita nel palazzo dell’aggressione. «Non ci siamo accorti di quello che è successo, ma lo abbiamo saputo dopo. Mi dispiace. Siamo rimasti male anche perché era ormai un po’ di tempo che non succedevano fatti gravi». –S.C.
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