Toscana
Covid, il presidente Inps chiede chiarezza sui ritardi nelle cure al pensionato morto
Chianni, Casati insiste per una serie di verifiche: «S’intervenga se qualcuno non ha fatto il proprio dovere»
CHIANNI. «Questa seconda ondata di casi di Covid-19 ha portato molti morti all’interno delle nostre Rsa anche in Valdera. Sono convinto che qualcosa nel modello di assistenza vada rivisto. Come sindacato dei pensionati lo abbiamo detto nel corso di un confronto con la Società della salute della Valdera che si è svolto nei giorni scorsi. I dati a nostra disposizione non sono completi, ma già quello che vediamo sulle cronache locali è sufficiente per farsi alcune domande e chiedere interventi». Marcello Casati, presidente dell’Inps di Pisa e rappresentante del sindacato dei pensionati per la Uil, non nasconde la sua preoccupazione per la strage silenziosa che si sta consumando nelle case di riposo della provincia, come succede a livello nazionale. Attualmente la situazione più grave è quella che si è registrata all’interno della Belvedere di Lari, con quasi venti vittime in un mese e mezzo e circa 50 pazienti contagiati dal temuto virus che sta correndo velocemente.
«Come sindacato dei pensionati vogliamo capire cosa sta succedendo nelle nostre Rsa. Durante l’incontro ho chiesto notizie anche della vicenda del paziente di Chianni, Walter Casati, di 73 anni, morto per le conseguenze del Covid. Lo conoscevo e sono rimasto colpito dalla sua storia. La figlia ha denunciato pubblicamente cosa è successo al padre. Gli dicevano che respirava male perché era grasso e invece era già la malattia del coronavirus. Sono rimasto molto colpito dalla reazione del sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, presidente della Società della salute».
La storia del pensionato di Chianni è stata raccontata da Il Tirreno ed è intervenuto anche il sindaco Giacomo Tarrini per cercare di aiutare questa famiglia. È stato il sindaco a chiamare il 118 quando si è reso conto che la situazione stava peggiorando. Dopo giorni di ricovero l’uomo è morto.
«Non ho capito la risposta di Franconi – commenta Casati –. Quando gli ho chiesto di accertarsi di cosa era successo, mi sono sentito dire che dovevo lasciar perdere perché chi va sui giornali a raccontare un fatto è da lasciar stare. Cosa vuol dire? Sono arrabbiato e chiedo che si accerti cosa è successo e se qualcuno non ha fatto il proprio dovere si intervenga perché non succeda un’altra volta. A maggior ragione ora che la figlia del pensionato morto ha segnalato una serie di anomalie è giusto che chi può attivare le verifiche lo faccia. A questa famiglia andrebbero date risposte. Non è corretto minimizzare quello che è successo a Chianni, solo perché ancora non c’è una denuncia formale». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

