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Il Tar alla Belvedere: consegni gli atti chiesti dall’opposizione

Giuseppe Boi
Il Tar alla Belvedere: consegni gli atti chiesti dall’opposizione

I giudici amministrativi accolgono il ricorso presentato dalla consigliera Favilli a cui l’azienda non aveva dato accesso ad una serie di documenti contabili

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PECCIOLI. La Belvedere spa non può negare l’accesso agli atti ai consiglieri di opposizione ed è tenuta a consegnare i documenti richiesti nell’istanza presentata da Romina Favilli del gruppo consiliare “Cittadini per Peccioli”. È quanto deciso dalla seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale della Toscana in merito al ricorso presentato dalla consigliera comunale dopo che l’azienda non le aveva concesso di visionare una serie di documenti richiesti lo scorso 23 luglio.

In quella data Favilli aveva chiesto una copia del libro mastro relativo ai rapporti economici tra la Belvedere e il Comune di Peccioli per gli anni dal 2016 al 2019; i costi sostenuti nello stesso periodo dall’azienda per liberalità e oneri di utilità sociale, per servizi e per spese di rappresentanza; infine una copia dell’accordo transattivo tra la Belvedere spa e la Cornifin srl del maggio 2005.

Non avendo ottenuto risposto ha presentato ricorso al Tar tramite l’avvocato Andrea Maggiari a cui si sono opposti, per la Belvedere, gli avvocati Nicola Luigi Giorgi e Cecilia Bertolini.

Secondo i giudici del Tar la richiesta di Favilli era legittima perché, come stabilito dal Testo unico degli enti locali, «i consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune e dalle loro aziende ed enti dipendenti, notizie e informazioni». Questo perché, si legge nella sentenza, «essi hanno diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento delle loro funzioni, anche al fine di poter valutare con cognizione la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’amministrazione di cui fanno parte, nonché per esprimere un voto consapevole sulle questioni di competenza del consiglio, e per promuovere, anche nell'ambito del consiglio stesso, le iniziative» che spettano loro come consiglieri. «Mi pare una sentenza approssimativa – commenta il sindaco Renzo Macelloni –. Hanno considerato la Belvedere come se fosse il Comune o un ente pubblico. Il diritto dei consiglieri comunali all’accesso agli atti è legittimo in quei casi, ma la Belvedere non rientra in quelle categorie e c’è da tenere conto anche le implicazioni legate alle politiche industriali di un’azienda privata. Siamo di fronte a questioni in punta di diritto, valuteranno gli avvocati quale sia la strategia da seguire davanti a questa sentenza».

Esulta invece il capo dell’opposizione in consiglio comunale. «Questa sentenza dimostra che, negando i documenti, la maggioranza è andata al di là delle regole per tantissimi anni – è il commento di Magdi Nassar –. Penso che questo atteggiamento sia stato tenuto consapevolmente per delle precise ragioni. Macelloni ha sempre detto che il piccolo azionariato serve per il controllo democratico dell’azienda. In realtà serve solo a lui per controllare Peccioli». —

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di Redazione web