Gioco
«Non siamo una periferia di Pisa, va cambiato il piano strutturale»
Cascina approva il documento con le osservazioni: da rivedere infrastrutture e dimensionamenti
cascina.
Scadono oggi i termini per la presentazione delle osservazioni al piano strutturale intercomunale Pisa-Cascina. Ed è di questi giorni il via libera della nuova giunta comunale cascinese a un lungo documento che rappresenta un’unica ma sostanziale osservazione a un piano che, come più volte sottolineato in campagna elettorale dalla compagnie di centrosinistra oggi alla guida della città poco soddisfa Michelangelo Betti e colleghi.
Ma tant’è: il piano strutturale ha ottenuto il primo via libera a poche settimane dal voto e con l’iter avviato occorre fare i conti e cercare di “salvare il salvabile”. «In termini generali il piano strutturale intercomunale - si legge nella delibera di giunta - sembra conformarsi come la giustapposizione di due strumenti autonomi che non la volontà di una programmazione comune. Esempi lampanti di ciò sono la non considerazione unitaria dei margini, ansa dell'Arno/Riglione e territorio rurale a sud della ferrovia (sia pisano che cascinese), che anziché individuare una disciplina omogenea risultano suddivisi dal confine comunale come se lo strumento di piano fosse semplicemente la somma di due strumenti autonomi». Ma non è l’unico difetto. «Dalla lettura degli obiettivi risulta una forte genericità, amplificata per la parte del territorio di Cascina, che rischia di essere letto come un’ulteriore periferia di Pisa - prosegue la giunta - L’aspetto infrastrutturale sconta la mancanza di specifici accordi che consentano la rivisitazione degli asset principali, oltre alla mancanza di studi specifici sulla mobilità d’area. Manca invece l'indicazione di un necessario approfondimento sulla rete viaria esistente e su diverse modalità di spostamento. Non si hanno riferimenti certi sul dimensionamento, che in parte viene rinviato, erroneamente al Poc (piano operativo comunale, ndr), né si comprende quali siano le sinergie e le perequazioni di una pianificazione che si vuole coordinata».
Da parte della Regione è già arrivata a Pisa una lunga lista di richieste di integrazioni e rivalutazioni del documento così come adottato nei mesi scorsi. E ora anche Cascina mette nero su bianco le priorità da inserire nel piano.
«È sicuramente necessario approfondire gli indirizzi per la mobilità sostenibile ed in particolare per l'accessibilità dolce ai servizi essenziali e approfondire gli indirizzi concernenti la funzionalità della rete» scrive il Comune che ritiene necessario anche avviare i confronti, a livello regionale e nazionale, per individuare le priorità infrastrutturali per rafforzare il sistema di mobilità d'area. Non meno rilevante la verifica de i dimensionamenti anche in relazione all’effetto, sui territori, dell’emergenza Covid. «Con riferimento al dimensionamento residenziale - si legge ancora - , la quantificazione dei nuovi interventi è stata ipotizzata nel piano adottato sulla base ipotetica di una crescita demografica in linea con quella degli ultimi 15 anni. Occorre approfondire l'indirizzo relativo alle stime di crescita demografica e approfondire le dinamiche socio-economiche connesse alla possibile crescita dei residenti e alla loro distribuzione sul territorio».
La giunta chiede poi previsioni più chiare per «gli interventi di mitigazione connessi alla problematica degli allagamenti in caso di pioggia» oltre che «un approfondimento degli studi sulla viabilità in modo da mettere in evidenza le strategie di mobilità che permettano il collegamento viario fra l'area urbana della fascia Tosco Romagnola con le frazioni a sud dell'Arnaccio e con quelle dell'Ansa dell'Arno, attraverso verifica delle assi viarie presenti per un possibile loro potenziamento e/o miglior connessione. In assenza di una idonea viabilità in grado di ricevere i flussi di traffico provenienti dall’area a nord dell'Arno non si ritiene sostenibile la previsione di un ponte carrabile tra Musigliano e Cisanello» . Infine il C9omune chiede un impegno specifico, tra gli obiettivi di piano sul Polo Tecnologico di Navacchio «come elemento fondante della strategia di sviluppo da confermare, consolidare e ampliare anche in altri manufatti dismessi, al fine di avviare una politica produttiva di innovazione, sfruttando i tanti contenitori non più utilizzati ed attraendo attività a basso impatto ambientale ma ad alto contenuto tecnologico, perfettamente compatibili con la struttura insediativa esistente». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
