Il Tirreno

Pontedera

Cordoglio per la morte di Ciro Rossi tecnico di radiologia: "Non muore chi lascia un segno nel cuore"

Ciro Rossi
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Ciro Rossi

Tantissimi i messaggi di vicinanza arrivati alla famiglia del dipendente dell’Asl ucciso a 59 anni dalle conseguenze del Covid

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PONTEDERA. La morte di Ciro Rossi, 59 anni, di Pontedera, dipendente dell’Asl Toscana Nord Ovest e tecnico di radiologia all’ospedale Lotti, ha suscitato profondo cordoglio tra gli operatori sanitari di tutta la provincia.

Tante le testimonianze di cordoglio. «Non muore chi ha lasciato un segno indelebile nel cuore, nella nostra memoria sarà sempre sorridente e pieno di vita». Con queste parole il personale dei reparti di ostetricia e pediatria di Pontedera e Volterra, le colleghe in servizio nei consultori e la dottoressa Martina Liut ricordano Ciro Rossi. «Era una persona pacata, seria, sempre con il sorriso, accogliente, disponibile all’ascolto e ad aiutare gli altri, grande lavoratore, esempio eccelso per tutti. Accettare la perdita di una persona cara è la sfida più difficile. Sostituire il concetto di morte con quello di forza e di speranza, è una delle conversioni più complesse che il nostro pensiero possa arrivare a compiere. Ci stringiamo al dolore di Teresa e dei figli Lorenzo e Valentina. Possa Ciro essere per voi una guida silenziosa, una stella, un punto nello spazio che non vi faccia mai sentire soli, e che vi ricordi che in qualche parte segreta della natura lui vive con voi, e per voi».

È il messaggio che le colleghe di Teresa, moglie di Rossi e infermiera nel reparto di ginecologia del Lotti, rivolgono alla famiglia del tecnico di radiologia. «Sono addolorato per l’improvvisa perdita del collega Ciro, coordinatore dei tecnici sanitari di radiologia medica dell’ospedale Lotti di Pontedera, anche lui vittima di questa tremenda pandemia che anche tra gli operatori sanitari sta mietendo vite umane». Così lo ricorda il direttore dell’unità operativa complessa della Diagnostica per immagini “B”, dottor Alessandro Barsotti. «Ho conosciuto Rossi e ho avuto modo di apprezzarlo sia dal punto di vista umano che professionale – afferma Barsotti –. Aveva a cuore il buon andamento della struttura radiologica dell’ospedale di Pontedera e con lui mi consultavo spesso per gli aspetti organizzativi del personale; sempre disponibile e attento, una carriera improntata alla dedizione per la professione. È stato – prosegue il dirigente – un riferimento per i colleghi e per me un valido collaboratore. Alla moglie Teresa e ai figli vadano le mie più sentire condoglianze. Da oggi anche io mi sentirò più solo».

La morte di Rossi, anche per il lungo ricovero, ha lasciato un segno profondo. Il dottor Sabino Cozza, direttore della Radiologia, ricorda l’amico e il collaboratore: «Ciro era un professionista eccezionale sempre disponibile verso i problemi degli utenti e verso i colleghi, ed anche per questo la sua perdita ci lascia tutti più poveri. Spero e farò di tutto perché il suo esempio possa essere sempre presente, anche se il vuoto lasciato è incolmabile. Personalmente posso solo essere orgoglioso per aver avuto il grande onore di condividere gran parte della mia vita lavorativa con una persona così limpida e speciale, dedicata solo alla costruzione quotidiana del bene comune, sempre fiduciosa negli altri e speranzosa per un mondo migliore».

Parole di cordoglio sono state espresse anche dalla direzione dell’Asl Toscana Nord Ovest e ospedaliera: «Era un grande professionista, preparato e meticoloso, sempre disponibile con colleghi e pazienti. Abbiamo perduto una figura di alto profilo, che ricordiamo con affetto e commozione. Alla moglie, anche lei nostra operatrice, e a tutti i suoi familiari giungano le sentite condoglianze da parte della direzione aziendale, del dipartimento della diagnostica per immagini e di tutti gli operatori che hanno avuto modo di lavorare con lui ed apprezzarne le doti umane e professionali».

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