La protesta
Ecco come cambierà Poteco con il piano da 3 milioni di euro
santa croce
Approvato dal Cda del Consorzio tra i Comuni di Santa Croce, San Miniato, Fucecchio, Castelfranco, Santa Maria a Monte e Montopoli l’iter che porterà all’ampliamento del Polo tecnologico conciario con il cofinanziamento della Regione e dei conciatori del Distretto. Poteco è una realtà unica nel suo genere a livello europeo, risultato della visione lungimirante delle amministrazioni e dei privati del territorio che, ormai diversi decenni fa, idearono questo strumento pubblico/privato per lo sviluppo, la ricerca e la formazione delle lavorazioni specialistiche della filiera concia-calzatura. Non più di 4 anni fa si sono conclusi i lavori di realizzazione della nuova sede del polo in via San Tommaso a Santa Croce, attraverso un progetto anche in quel caso finanziato da Regione e privati e gestito interamente dal Consorzio dei Comuni, con l’ampliamento della compagine sociale a tutti i soggetti della filiera, ovvero oltre ai conciatori anche ai contoterzisti ed ai calzaturieri, oggi tutti soci della società di gestione del Polo. In quegli spazi, sulla manovia e nella conceria sperimentali, si formano i ragazzi delle superiori e gli studenti del corso in chimica industriale dell’Università di Pisa; si compiono analisi chimiche, fisiche e meccaniche per le case di moda e i loro fornitori; si svolgono progetti di ricerca per lo sviluppo di nuovi prodotti e processi, si studiano soluzioni per ridurre gli impatti ambientali, economici e sociali delle lavorazioni, si contaminano nuovi e vecchi imprenditori, nuovi e vecchi stilisti, chimici, operai, ricercatori e tutti coloro che intorno al mondo della pelle vivono e lavorano.
In quegli spazi le parti sociali del distretto, i sindaci, le associazioni di categoria, lavorano per dare ancora nuovo futuro al sistema socio economico territoriale. Ora il Cda ha approvato un ampliamento finalizzato alla razionalizzazione degli spazi esistenti ed alla realizzazione di nuovi spazi e laboratori per i servizi di analisi e di trasferimento tecnologico svolti dal personale del polo e per la formazione delle maestranze, oltre a creare ex novo uno spazio dedicato alla ricerca attraverso la realizzazione di un dimostratore tecnologico in cui svolgere ricerca con Università e partners nazionali ed internazionali. Un investimento di circa 3 milioni tra lavori edili, impianti ed attrezzature tecnologiche: poco meno di 1, 7 milioni di euro finanziati dalla Regione e il resto a carico dei privati soci della società Poteco Scrl che gestisce il polo. «Siamo riusciti ancora una volta – dicono i sei sindaci dei comuni del Distretto – e nonostante la crisi generale, a dare un segno tangibile della volontà di non arrendersi mai del nostro territorio».
«Questo progetto – dice l’ad di Poteco Luca Tempesti – segna un nuovo fondamentale step nel processo di consolidamento e crescita del Polo quale realtà strategica a supporto della filiera della pelle. È un nuovo risultato frutto della concertazione efficace tra pubblico e privato, a partire dal ruolo della Regione, passando da Comuni, imprese e parti sociali che hanno contribuito a questo progetto». —
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