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San Leonardo torna a splendere ma le campane restano mute

Elena Iacoponi
San Leonardo torna a splendere ma le campane restano mute

Finita la gran parte dei lavori di restauro alla chiesa di Lajatico. Servono fondi per riparare i danni causati da un fulmine al campanile 

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LAJATICO. La chiesa San Leonardo (1275) è stata riaperta per le celebrazioni religiose.

La notizia è stata pubblicata sul profilo Facebook delle parrocchie di Lajatico con il ritorno alla celebrazione della messa. Nel periodo di chiusura della chiesa i fedeli potevano riunirsi in preghiera nella vicina cappella dei Caduti. Il restauro del campanile è iniziato a maggio 2019, dopo lo sblocco dei cantieri, posticipato dal lockdown per l’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Il campanile e la chiesa di San Leonardo furono danneggiati dal forte temporale con fulmini che aveva colpito duramente l’Alta Valdera, costringendo la parrocchia a chiudere al pubblico l’edificio religioso e il campanile.

Ma per riascoltare il suono delle campane occorrerà aspettare ancora un po’, perché il fulmine che colpì il campanile distrusse l’impianto elettrico che deve essere ancora riparato. Restano da restaurare anche il tetto della navata centrale e l’abside della chiesa.

Il tenore Andrea Bocelli, originario di Lajatico, ha mosso i primi passi nel mondo della musica cantando e suonando l’organo proprio nella chiesa di San Leonardo.

«La comunità lajatichina si è unita per la causa e tutti si sono impegnati per la raccolta dei fondi – ha detto il sindaco Alessio Barbafieri –: dai volontari, ai commercianti, ai ristoratori, ma non è stato raccolto abbastanza. Il momento di emergenza sanitaria che stiamo attraversando è particolare e servirà un altro po’ di tempo per raggiungere la cifra necessaria. Confidiamo di recuperare l’edificio religioso al suo pieno splendore».

Il contributo arrivato dai parrocchiani a gennaio 2020 era di 9.355 euro, mentre oggi siamo arrivati a 16.900 euro. Le associazioni e i comitati di Lajatico hanno messo insieme 6.250 euro. La Conferenza episcopale italiana (tramite l’8 per mille) ha devoluto 200mila euro (30% ad inizio lavori; 80mila euro al 60% dei lavori e il 30% alla fine). La diocesi di Volterra, invece, ha destinato alla parrocchia 8mila euro. Il risarcimento dell’assicurazione è irrisorio, mentre la Soprintendenza ha riconosciuto un contributo di 115mila euro. Ma i tempi dell’erogazione sono incerti. Alla fine di novembre la parrocchia ha pagato le spese di inizio dei lavori per circa 237mila euro, ma servono ancora 47mila euro tra lavori, spese e Iva.

E resta ancora da pagare il restauro della facciata della chiesa del 2013. La parrocchia aveva ottenuto per questo un prestito dalla Banca popolare di Lajatico di 80mila euro: trent’anni con rate mensili da 222 euro. Il debito residuo a novembre 2020 è di 59.555 euro. Coloro che vogliono contribuire con una donazione possono farlo anche tramite bonifico bancario usando l’Iban IT64PO523271030000010042372, con causale “Parrocchia S. Leonardo di Lajatico” presso la Banca popolare di Lajatico.

«È stato bello togliere il ponteggio dal campanile dopo un anno di attesa – spiega il parroco don Michele Meoli sulla pagina Facebook “Parrocchie di Lajatico” – ma ancor più bello è vedere l’interno della chiesa di San Leonardo, che ha riacquistato la sua bellezza e la sua luminosità. Dopo aver terminato il primo lotto dei lavori con il restauro della cupola e della parte alta del campanile, il recupero è proseguito fino alla base con il ripristino delle bozze della parte bassa della torre campanaria. I lavori hanno interessato il tetto delle due navate laterali con la posa di un tavolato così come richiesto dalla Soprintendenza e la revisione della copertura. Ciò che ha richiesto più lavoro sono state le navate interne, in particolare la navata sinistra della Madonna, rispetto alla navata destra del Sacro Cuore. Per la tinteggiatura delle navate abbiamo scelto un colore approvato dalla Soprintendenza, che riprende alcune parti del soffitto. Un risparmio su alcuni lavori ci ha permesso di tinteggiare anche la navata centrale nella zona della porta dell’ingresso e del presbiterio. Rimangono dei piccoli lavori, tra cui la pulitura della parete esterna della navata della Madonna (quella che guarda la strada) e una protezione in ferro lungo il muro della piazza e intorno al campanile».

Don Michele sottolinea che per riparare i danni del fulmine all’impianto elettrico «servono 7mila euro e per il momento non possiamo affrontare la spesa. Per quanto riguarda il tetto delle navata centrale dobbiamo aspettare. Ringraziamo lo staff tecnico composto dal geometra Fabio Bicchierini, dall’ingegner Marco Molesti e dall’architetto Angelo Gemignani. E poi le ditte, che hanno lavorato al restauro: Mazzei Costruzioni per la parte edile e “Giannoni e Santoni” per la tinteggiatura. Grazie a tutti quanti hanno collaborato a titolo gratuito per la pulizia della chiesa a lavori terminati». —

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