Italia
«Tutti negativi», sospiro di sollievo a Lajatico dopo lo screening della Misericordia
I volontari hanno effettuato i tamponi rapidi nel drive-through allestito in piazza Madre Teresa di Calcutta. «Il regalo di Natale più bello sarebbe testare tutto il paese prima delle feste»
/ Lajatico
A scandire il tempo è un’enorme sveglia posizionata davanti all’ingresso della Misericordia. Ed è un dettaglio fondamentale: perché è tutta una questione di minuti. Le auto si fermano davanti al gazebo in piazza Madre Teresa di Calcutta. Un uomo in tuta bianca e col volto coperto da visiera e mascherina si avvicina. Poi infila una specie di cotton fioc nel naso dell’autista e un altro in quello del passeggero. Quindi saluta e si dirige verso un tavolo dove, dopo poco più di un quarto d’ora, arriva il verdetto del tampone rapido per il coronavirus. Tutti negativi è il risultato del servizio di screening effettuato ieri dall’associazione di volontariato su 44 persone. E Lajatico, dopo settimane di paura per la pandemia tira un primo sospiro di sollievo.
La campagna di screening di ieri era offerta dall’associazione di volontariato. E Lajatico, dopo settimane di paura per il dilagare della pandemia, può tirare un primo sospiro di sollievo.
«Forse abbiamo superato i picco dei contagi, ma dobbiamo continuare a mantenere la massima attenzione», commenta Cosimo Francesca, storico medico del paese. Ora è in pensione, ma ha offerto il suo tempo alla causa della Misericordia locale. «Dobbiamo fare un plauso all’associazione – dichiara –. Siamo tra i paesi più colpiti e io, come gli altri volontari, ho subito accettato di venire qui a fare i tamponi. In un momento come questo ognuno deve dare e fare qualcosa».
Al suo fianco, per tutta la giornata, c’era Mariapia Ghiribelli, «di professione oss e non infermiera», come tiene a precisare. Il suo compito è prendere il tampone eseguito dal medico e inserirlo nella scatoletta che in 20 minuti indica tramite delle linee la positività o meno al virus. Intorno a medico e all’operatrice sociosanitaria altri volontari della Misericordia che sbrigano le pratiche burocratiche, consegnano i referti alle persone.
Tutto semplice e rapido, ma più facile a dirsi che a farsi. «Guardate i calzari che indossano medico e oss – ci fa notare la governatrice Simonetta Mannucci –. Sono due buste di plastica fermate con del nastro adesivo. Purtroppo abbiamo ancora problemi con le dotazioni di sicurezza. La Protezione civile ci ha consegnato mascherine per tutti. Non mancano anche i guanti, ma spesso sono piccoli di misura e dobbiamo procurarceli da soli. Così come sono un problema anche le tute: ce le hanno inviate tutte di taglia L, molti nostri volontari non le possono indossare e siamo costretti ad acquistarle a 15 euro l’una».
Costi che si aggiungono a quelli già sostenuti per l’emergenza, come quelli per garantire la consegna della spesa a domicilio o per acquistare ed effettuare lo strumento per sanificare le case. E le spese condizionano i programmi e frenano l’entusiasmo dei volontari. «Il sogno sarebbe fare uno screening di massa in paese prima del Natale», confessa la governatrice. Per realizzarlo serve però l’aiuto dell’amministrazione comunale e di qualche sponsor. «Ci proveremo – conclude Mannucci –. L’idea di poter trascorrere le feste in sicurezza sarebbe il regalo più bello per la comunità». —
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