Sicurezza
Infarto fulminante uccide Alberto Checchi, ex custode dello stadio
Per anni è stato dipendente del Comune, iniziando dall’impiego come spazzino Molto attivo nelle associazioni Fratres e “Volere è Potere”
PONTEDERA
Un infarto fulminante poco dopo essersi alzato dal letto ha portato via un personaggio molto conosciuto a Pontedera. Alberto Checchi, 77 anni, è stato prima spazzino del Comune, poi custode del PalaZoli e infine per tantissimi anni dello stadio comunale.
Un volto noto in città, ma anche una persona molto attiva nel volontariato. Checchi è stato per tanti anni consigliere del gruppo dei donatori Fratres, volontario della Misericordia, ex bersagliere, membro dell’Associazione carabinieri in congedo e della “Volere è Potere”, dove era solito portare la bandiera della banda.
Durante l’alluvione del 1966 Alberto Checchi si occupò della distribuzione dei pacchi alimentari alle famiglie che avevano perso tutto con la fuoriuscita dell’Arno. Ma fu anche protagonista di un lavoro senza sosta per soccorrere la popolazione del Friuli dopo il terremoto del 1976: Checchi raggiunse con i primi gruppi di volontari le zone distrutte dal sisma.
Aveva lavorato una vita in Comune per poi andare in pensione nei primi anni Duemila. Una vita normale, la sua, con qualche acciacco, ma anche con la stessa tranquillità e cordialità con cui si rivolgeva alle persone con cui aveva a che fare durante il lavoro. Poi, all’improvviso, il colpo al cuore che non gli ha lasciato scampo.
Alberto aveva un figlio e molti amici. Era ben voluto da tutti. Era una di quelle facce che difficilmente riesci a dimenticare. Anche la sua famiglia è molto nota a Pontedera. Sua sorella Maria Grazia ha gestito per anni il bar “La Borsa” in via Primo Maggio, insieme ai figli Leonardo e Alessandro Giorgi.
La salma è esposta alla cappellina mortuaria della Misericordia. Il funerale sarà celebrato domani alle 15.30 in Duomo. —
andreas quirici
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
