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False fatture nel distretto delle concerie una cinquantina gli indagati sotto inchiesta
Operazione della guardia di finanza: imprenditori nel mirino
santa croce
Un’operazione della Guardia di finanza su un giro di presunte fatture fittizie ed evasione fiscale è iniziata ieri mattina nel comprensorio del cuoio ed epicentro a Santa Croce sull’Arno.
I dettagli verranno forniti dai finanzieri una volta concluse le notifiche degli atti giudiziari agli indagati. Sul numero il dato è parziale e in via di definizione.
Sarebbero una cinquantina le persone, soprattutto imprenditori e professionisti, coinvolti nell’inchiesta della finanza su un giro esteso per milioni di euro di fatture false per operazioni inesistenti finalizzate ad abbattere gli imponibili delle società, in prevalenza nel settore della compravendita di pellame e delle concerie. È un’indagine che arriva a conclusione durata circa un anno e che nasce come costola di un altro filone investigativo portato avanti dai finanzieri, sempre nella zona del cuoio.
Non ci sarebbero legami con le altre due inchieste che hanno alzato il velo su movimenti e connivenze di una parte di imprenditori locali con esponenti della criminalità calabrese e campana con le operazioni “Vello d’oro”. Il meccanismo era simile. L’accusa sarebbe quella di riciclaggio attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le fatture venivano emesse nei confronti delle concerie toscane in riferimento a ordini fittizi che venivano pagati con bonifici bancari.
I soldi venivano poi restituiti in contanti alle ditte del distretto conciario, in pratica lo stesso meccanismo già emerso con l’indagine Vello d’Oro e che aveva portato a 14 arresti nel febbraio del 2018. Ora arriva una terza ondata di indagati. —
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