Il dolore
Covid, da oggi è l’Asl a gestire la Remaggi
Trovati l’accordo e il personale necessario perché l’Azienda sanitaria possa subentrare per un mese (rinnovabile) nella Rsa
/ Cascina
Da oggi la gestione dei casi di Covid-19 alla Rsa Remaggi di San Lorenzo alle Corti passa all’Asl Toscana Nord Ovest. Azienda sanitaria, direzione della Rsa, Società della salute, sindacati e amministrazione comunale hanno raggiunto l’accordo per la gestione dell’attività assistenziale sanitaria. Tecnicamente si tratta di un subentro dell’Asl nella gestione della Rsa, o meglio della parte in cui sono alloggiati gli ospiti che hanno contratto il virus. L’accordo ha una durata di un mese, rinnovabile a seconda dell’evolversi della crisi legata alla pandemia.
Ad annunciare la svolta è il sindaco di Cascina Michelangelo Betti. «Abbiamo raggiunto l’accordo perché l’Asl prenda in mano la gestione diretta dei malati Covid del Centro residenziale Remaggi – rivela il primo cittadino –. Da domani (oggi, ndr) ad occuparsi degli ospiti contagiati sarà personale dell’Azienda sanitaria, così come direzione della struttura sarà affidata alla stessa Azienda».
In realtà, da oggi la Remaggi si sdoppia. Anche grazie al fatto che la Rsa è ospitata in due differenti edifici, ci sarà una parte della struttura destinata agli ospiti Covid e un’altra per gli assistiti che non hanno contratto il virus. Nella prima opererà il personale inviato dall’Asl, nella seconda quello che è già in forza alla residenza sanitaria. Insomma, due residenze sanitarie distinte al fine di evitare contatti e contagi tra gli ospiti e il personale che li assiste.
Come avvenuto in altre realtà simili, anche alla Remaggi il contagio da Covid ha trovato terreno fertile. Dopo il primo caso a metà dello scorso mese di ottobre (un’oss asintomatica) la direzione ha subito avviato le procedure di isolamento per gli ospiti positivi e richiesto all’Asl una campagna di tamponi. Nell’ultimo mese e mezzo sono stati eseguiti almeno 560 test per rilevare le positività, ma il contagio non si è fermato.
Martedì scorso erano positivi al coronavirus 44 pazienti e 16 operatori. Questi ultimi in gran parte non erano stati sostituiti con gravi ripercussioni sia sul servizio sia sui carichi di lavoro quotidiano dei dipendenti rimasti in servizio. La Remaggi ha anche dovuto affrontare la morte di un ospite.
Da qui la richiesta negli scorse settimane di un intervento diretto dell’Asl. Al di là delle questioni burocratiche, il subentro è stato rallentato dalla carenza di personale medico e infermieristico. Da oggi però la buona notizia che rassicura gli ospiti, i loro pazienti e tutto il personale e la direzione della Remaggi. —
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