Sicurezza
Carabinieri benefattori evitano l’arresto di ex operaio invalido
40enne di Ponsacco rubava le elemosine in chiesa: «Ho perso casa e lavoro» Il parroco lo perdona, i militari gli offrono un pasto caldo e una trentina di euro
/ PONSACCO
Carabinieri benefattori evitano l’arresto ad un invalido disperato e senza lavoro sorpreso a rubare in una chiesa e, con il supporto del sindaco e del parroco, gli offrono un pasto caldo e 30 euro invitandolo a rivolgersi alla Benemerita qualora dovesse trovarsi nuovamente in difficoltà. Un gesto nobile, di grande civiltà e umanità che testimonia, ancora una volta, la salda e radicata vicinanza dell’Arma alla popolazione soprattutto nei momenti di grande difficoltà come quelli che stiamo vivendo in piena pandemia.
Poco prima delle 16 un quarantenne invalido civile di 40 anni, originario di Ponsacco, che recentemente aveva perduto la casa e il suo lavoro di operaio, entra nella chiesa collegiata di S. Andrea a Montecarlo. È disperato. Nessuno lo aiuta e non sa come sbarcare il lunario. Ha perduto tutto e sta per perdere anche il bene più prezioso: la dignità. Munito di foglio adesivo si avvicina alla cassette delle elemosine e si impossessa di alcune monete. Il valore? Poco più di 3 euro. Può comprarsi un panino e una bottiglia d’acqua. Non sa però che il luogo di culto è videosorvegliato e il parroco lo osserva dalla canonica. Quando l’invalido esce il sacerdote lo ferma.
Sul posto giunge la pattuglia del radiomobile e viene avvertito anche il sindaco di Montecarlo, Vittorio Fantozzi. I militari si accorgono subito di non aver di fronte un delinquente incallito, una persona che vive di espedienti, ma un uomo disperato e disarmato che ha perduto tutto: la casa e il lavoro. L’ex operaio racconta la sua storia commovente non riuscendo a trattenere le lacrime. Di fronte a quella storia di umana miseria, il prete decide di non sporgere denuncia. E ottenuto il perdono e la benedizione del prelato passa dal sacro al profano con i due carabinieri che lo riaccompagnano in chiesa per inserire ogni monetina sottratta nel vano delle offerte. Terminata l’operazione l’invalido s’inginocchia davanti all’altare e prega.
Quel pentimento sincero e quel racconto toccante scaldano il cuore dei militari dell’Arma. D’accordo con il sindaco offrono allo sventurato un pasto caldo e un piccolo dono: trenta euro. Denaro offerto spontaneamente, senza forzature. Con l’invito ripetuto più e più volte a rivolgersi ai carabinieri quando si trova in difficoltà economica e sul punto di commettere un reato contro il patrimonio. Gesti di solidarietà quotidiana, quelli compiuti dai due carabinieri del radiomobile, capaci di commuovere allo stesso modo dei due carabinieri di Manerbio (Brescia) che di recente hanno evitato l’arresto ad una nonnina di 75 anni che aveva rubato 27 euro di caramelle da un supermarket per regalarle ai nipotini dopo aver finito i soldi della sua pensione da 400 euro. Finito l’intervento i militari risalgono in auto per proseguire il servizio. Ogni tanto è bello e gratificante aiutare persone in difficoltà anziché intervenire per punire e reprimere. —
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