Gioco
Parkinson, oltre mille le visite in presenza durante la pandemia
PONTEDERA
Domani ricorre la Giornata nazionale Parkinson, dedicata ai pazienti e a tutte le persone che vogliono a conoscere meglio questa malattia. All’ospedale Lotti di Pontedera è attivo un ambulatorio di riferimento per le malattie neurodegenerative coordinato dal dottor Carlo Rossi, che segue oltre 700 pazienti e che ha assicurato anche durante l’emergenza Covid la continuità del servizio ambulatoriale, sia in presenza, con più di 1.000 visite durante l’emergenza, sia in modalità di televisita. L’ambulatorio, che all’interno del dipartimento delle specialità mediche dell’Asl Toscana Nord Ovest fa parte della struttura di Neurologia-Area patologie cerebro e cardiovascolari diretta dal dottor Renato Galli, può essere contattato allo 0587273281 (dopo le 11) o via email a neurologiapontedera@uslnordovest.toscana.it. «La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa causata dalla progressiva morte dei neuroni dopaminergici che determina la comparsa di tremore, rigidità e lentezza nei movimenti – dicono dall’Asl –. È stato dimostrato che i sintomi iniziano a manifestarsi quando sono andati perduti circa il 50-60% di tali neuroni. In Italia i malati di Parkinson sono circa 300.000 con età d’esordio compresa fra i 58 e i 60 anni e con aumento della prevalenza con l’aumentare dell’età. Circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile, tra i 21 e i 40 anni».
I sintomi della malattia non sono tuttavia solo motori ma coinvolgono spesso anche altri sistemi neurologici, con la comparsa di sintomi non motori ma anche non neurologici. La presenza dei sintomi non motori è spesso trascurata e non riconosciuta causando tuttavia un aumento di morbilità, dipendenza, istituzionalizzazione e di costi sociali. Per questo motivo, la sua complessità richiede una gestione specialistica, con al centro la regia di un neurologo esperto in disturbi del movimento. Tale aspetto si è reso ancor più evidente durante l’attuale emergenza pandemica viste le difficoltà organizzative sul piano della riabilitazione e sull’accesso alle cure. —
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