Il Tirreno

Pontedera

Bimbo di cinque mesi morto nella culla

anna cecchini

Il dramma alle Badie. Lo ha trovato la mamma all’alba, quando è andata in camera sentendo piangere il gemello

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CASTELLINA

È morto nel sonno, probabilmente a causa di quel male terribile conosciuto come sindrome della morte in culla (Sids).

La mamma ha tentato di rianimarlo, come del resto il personale sanitario che lo ha anche intubato. Ma non c’è stato niente da fare. Il piccolo, che avrebbe compiuto cinque mesi il 30 novembre, non si è più ripreso.

Tragedia poco dopo l’alba di ieri alle Badie, frazione del comune di Castellina Marittima. Lisa De Gregori, originaria di Livorno, e il compagno Gennaro Polcino si sono trasferiti con i loro due gemelli da Fauglia nel borgo della Badie pochi giorni fa, per ragioni di lavoro del babbo.

Ieri mattina l’uomo si è alzato per andare al lavoro, a Rosignano, mentre la compagna è rimasta come di consueto a casa con i due bambini. La mamma ha sentito piangere uno dei gemelli ed è andata in camera per calmarlo e magari dare il latte ai suoi figli. Arrivata alla culla si è accorta subito che c’era qualcosa di strano. Uno dei gemelli, infatti, non respirava.

La donna, nonostante il panico, ha chiamato il 118 e nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza, ha provato a rianimare il suo piccolo angelo. Pochi minuti e alle Badie è arrivata l’ambulanza della Pubblica assistenza di Rosignano con medico a bordo. Nello stesso momento è rientrato alle Badie anche il babbo dei bambini, che era arrivato al lavoro a Rosignano ma si è reso conto di aver dimenticato a casa il telefono cellulare (l’uomo racconta la vicenda nel pezzo accanto).

I sanitari dell’assistenza hanno tentato il tutto per tutto per salvare la vita al piccolo. Nel frattempo la centrale operativa Pisa-Livorno del 118 ha fatto arrivare nelle campagne circostanti le Badie l’elisoccorso Pegaso di Firenze, con l’intenzione di trasferite velocemente il bambino al Meyer di Firenze. Purtroppo però il bimbo non si è più ripreso.

Alle Badie sono arrivati anche i carabinieri di Riparbella, sotto la guida del maresciallo Giuseppe Gliozzo, chiamati per prassi trattandosi di decesso all’interno di una abitazione.

Dell’accaduto è stato chiaramente informato anche il pubblico ministero di turno per il Tribunale di Livorno. La salma del piccolo è stata portata all’istituto di Anatomia patologica di Pisa, per gli accertamenti diagnostici. Ma è apparso subito evidente che la morte del piccolo, che non aveva particolari problemi di salute, sia da ricollegare a cause naturali. Quindi alla cosiddetta sindrome della morte in culla. La Sids (Sudden Infant Death Syndrome) si verifica, mediamente, in un caso ogni mille neonati (circa 30 all’anno in Toscana) e la causa rimane tuttora sconosciuta. Sul piano clinico si può ipotizzare una condizione a rischio davanti alla presenza di un’alterazione del tracciato elettrocardiografico, cioè la sindrome del “QT lungo”. —



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di Redazione Pisa