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I prodotti a km zero conquistano il web anche grazie al lockdown

Sara Venchiarutti
I prodotti a km zero conquistano il web anche grazie al lockdown

A Navacchio nel marzo scorso ha preso il via “Alveare” di Ilaria Moretti coach nutrizionale che ha sfidato la crisi legata alla pandemia

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navacchio

La salute, si sa, passa dall’alimentazione. Ma se ciò che mangiamo è fondamentale per il nostro benessere, non sempre si riesce a prestargli la giusta attenzione nella vita frenetica del terzo millennio. Ed è proprio per far apprezzare alle persone il piacere del cibo sano che Ilaria Moretti, coach nutrizionale, ha fondato a Navacchio il suo Alveare, inserendosi così in questa piattaforma di vendita online diffusa non solo in Italia, ma anche in Europa. Un vero e proprio mercato all’aperto per i piccoli produttori locali, solo che i banchi si trasferiscono online. E quello di Ilaria è diventano uno dei “mercati” più grandi di tutta la Toscana. «Sono partita a marzo, poco dopo l’inizio del lockdown», racconta Ilaria. «Per caso ho visto l’annuncio dove c’era la possibilità di aprire il proprio alveare, e ho deciso di provare. Mi piaceva l’idea di comunicare la mia ideologia di alimentazione, che unisce il mangiar bene al relax psico-fisico (mi occupo anche di mindfulness e di ricette). Nel mio alveare vorrei che le persone tornassero a “sgranare il fagiolo”, a stare insieme alla propria famiglia intorno a un tavolo, mentre si fanno quattro chiacchiere». E da marzo la strada percorsa è tanta: oggi i follower sulle pagine social dell’attività superano quota 2mila, con un traffico mensile (in crescita) da 50mila visualizzazioni solo puntando su Cascina e dintorni. «Solitamente sono una 60ina le persone che vengono da me a comprare i prodotti ogni settimana», chiarisce Ilaria. «Oltre a Cascina, arrivano da Pisa, Bientina, Ponsacco, Volterra». E proprio per Pisa c’è una novità: da questa settimana, in collaborazione con la società Cyclologica (già attiva su Firenze), è disponibile anche la consegna a domicilio in bicicletta, al momento una volta a settimana. «I produttori coinvolti arrivano invece a 49/50. Si tratta sempre di aziende locali, estranee alla grande distribuzione. Il km0 toscano è sempre presente, ma ho scelto di dare spazio anche alle piccole realtà fuori regione, disponibili in turnazioni come delle “special guest”. Tante sono aziende giovani», spiega Ilaria. L’aver a che fare con i piccoli produttori consente di scoprire delle vere e proprie “chicche” locali, eccellenze gastronomiche poco commercializzate. Dal pane della Garfagnana al presidio slow food che produce ragù nel grossetano, sono tanti i prodotti da scoprire. «Adesso ho adocchiato una mozzarella di Bufala prodotta a Calcinaia, con latte di mucca allevata a Grosseto. Relazionarsi con realtà così piccole può essere difficile nell’ambito della comunicazione o dei social». Stessa ricerca per la verdura, che arriva direttamente dagli orti di aziende biologiche o di produttori selezionati per dare la priorità alla salute del consumatore. Ecco perché l’alveare, come ogni mercato che si rispetti, cambia non solo settimanalmente, ma anche giornalmente. «Non si sa cosa quello che nasce nel campo. Ogni settimana ci sono più di mille prodotti, e ognuno può spulciare il sito e scegliere liberamente». —

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